Italia-Francia, questa volta il derby

I governi europei stanno adottando provvedimenti per disincentivare l’utilizzo delle buste non riciclabili.

In Italia, il ministero dell’Ambiente ha
infatti confermato che il divieto di commercializzare sacchetti di
plastica entrerà in vigore dal 1° gennaio: i dettagli del
provvedimento si troveranno all’interno del decreto Milleproroghe,
la cui approvazione è prevista nei prossimi giorni.

Rimangono tuttavia da definire alcuni passaggi importanti, a
partire dalla definizione esatta, a livello normativo e
burocratico, di sacchetto di plastica (ovvero la differenza, non
banale, tra sporta riutilizzabile e sacchetto usa e getta), senza
dimenticare le sanzioni e gli scaglioni per l’adeguamento, ovvero
la norma che consente ai rivenditori di esaurire le scorte.

Ma diamo un’occhiata anche a quanto si muove Oltralpe sullo
stesso problema. Nei giorni scorsi deputati e senatori francesi
hanno deciso, nonostante il parere negativo del governo, di
applicare una tassa di 10 euro per ogni chilogrammo di sacchi di
plastica non biodegradabile, ma la misura non entrerà in
vigore prima del 2014.

Secondo i parlamentari si tratta di un “dispositivo puramente
deterrente”: la minaccia della tassa dovrebbe accelerare
l’eliminazione dei sacchetti. Il deputato centrista, Charles de
Courson, autore della proposta, aveva spiegato che si trattava di
“eliminare circa 1 miliardo di sacchi di plastica non
biodegradabili”, pur ammettendo che il numero dei sacchi è in
costante diminuzione dal 2002 (da 10,5 miliardi di sacchetti si
è passato al miliardo dell’anno scorso).

Non ci resta che attendere, dunque, e chissà che il 2011 non
ci riservi una sorpresa “sostenibile”: la scomparsa dei sacchetti
di plastica dai nostri supermercati, dopo un trentennio di dominio
incontrastato!

Articoli correlati