Acqua

Johannesburg – Scontro sull’acqua al vertice Onu

E’ stata l’acqua il tema dominante della giornata al summit della Terra. Il piano di azione sullo sviluppo sostenibile affronta questo problema sotto tre aspetti

“L’acqua è un diritto di base per tutti gli esseri umani: senza acqua non c’è futuro. L’acqua è democrazia”, queste le parole del premio Nobel Nelson Mandela. Ma su questo argomento non sono mancate le divisioniche si nono ripercosse sul Piano di azione sullo sviluppo sostenibile.

Cosa prevede il Piano di azione sullo sviluppo sostenibile

Il Piano di azione sullo sviluppo sostenibile affronta il problema dell’acqua sotto tre aspetti

Garantire l’accesso all’acqua potabile

Il primo  aspetto del Piano di azione sullo sviluppo sostenibile è garantire l’accesso all’acqua potabile a un miliardo e mezzo di persone che ne sono privi. L’impegno dovrebbe essere quello di dimezzare il numero degli assetati cronici entro il 2015, altrimenti si arriverà a 3 miliardi di persone a secco nel 2025. Purtroppo non c’è ancora un’intesa sulle misure con cui raggiungere questo obiettivo.

Migliorare la qualità dell’acqua

Il secondo aspetto del Piano di azione sullo sviluppo sostenibile è un impegno nell’intervenire a favore di altri due miliardi e mezzo di persone che pur avendo l’acqua l’hanno di scarsissima qualità: inquinata sotto il profilo batteriologico e chimico. A causa della scarsità d’igiene e della mancanza di acqua potabile oltre 5 milioni di persone muoiono ogni anno di malattie (malaria, dengue, vermi intestinali).

Su questo impegno è improbabile che possano essere raggiunti accordi con scadenze vincolanti perché, a partire dagli Stati Uniti, si ritiene che i costi per garantire servizi igienici, impianti di fognature e acqua pulita sarebbero troppo gravosi anche per i Paesi industrializzati.

Gestire i grandi bacini d’acqua dolce

Il terzo aspetto del Piano di azione sullo sviluppo sostenibile è relativo alla gestione dei grandi bacini d’acqua dolce transfrontalieri che scatenano lotte sanguinose per il possesso della preziosa risorsa. Per questi bacini (in tutto 261) è richiesta una gestione comune e sostenibile, attraverso trattati internazionali. Ma la gestione internazionale di questi bacini è così distante dagli interessi dei 200 delegati che probabilmente sarà cancellata dalla bozza del documento di discussione.

Intanto i metereologici da Johannesburg lanciano un allarme gravissimo: alla fine del 2002 tornerà El Niño e scatenerà nuovi disastri, sconvolgendo oltre agli equilibri meteorologici anche la vita di milioni di persone.

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