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L’agricoltore pi

Bové è un agricoltore francese membro della
Confédération Paysanne. E’ diventato celebre nel 1999
per aver inscenato un atto di protesta contro il Mc Donald’s di
Millau, nell’Avveyron.
Il tutto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla
discriminazione che uno dei capisaldi dell’economia della zona
stava subendo: la tassazione del roquefort. Gli Stati Uniti stavano
rispondendo in questo modo al divieto dell’Ue all’importazione di
carne agli ormoni dall’America.

Perché per Bové, il problema vero da risolvere
è proprio la “malalimentazione”.

Con questo termine tutto suo, Bové ci parla di
standardizzazione del gusto dei cibi, della scelta e della
qualità degli alimenti, sempre più contaminati da
additivi, ormoni, residui di pesticidi o prodotti con sementi OGM.
E’ il frutto dell’agricoltura e dell’allevamento industriali,
cioè fatti su larga scala per produrre al massimo, a
discapito della qualità e dell’identità territoriale
del prodotto, del suo gusto, della sua sicurezza per la salute e
che snatura il ruolo del contadino di produrre e nutrire.

L’agricoltore secondo Bové ha un ruolo importante nella
conservazione del territorio e della biodiversità,
perché il metodo con cui sceglie di produrre influenza non
solo la qualità degli alimenti ma anche l’ambiente e il
paesaggio circostante. E’ una figura, quella dell’agricoltore, a
tre dimensioni – economica, sociale e ambientale- che ricorda il
concetto di multifunzionalità di alcuni testi di politica
agricola europei da lui criticati e descritti come specchi per le
allodole; perché l’Europa difende la
multifunzionalità da una parte, spinta dalle pressioni dei
consumatori , e sostiene invece l’agricoltura industriale delle
esportazioni dall’altra.

In sostanza secondo Bové la produzione a prezzi bassi,
all’interno della globalizzazione dei mercati, significa proprio
impedire ai contadini di esercitare le funzioni di produrre, dare
lavoro e preservare.
L’organizzazione delle società agricole e contadine deve
essere rivista a livello mondiale, prevedendo una gran
quantità di contadini impegnati in un modello agricolo
equilibrato per l’uomo e per l’ambiente.

Paola
Magni

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