Josh T. Pearson – Last Of The Country Gentlemen

Last Of The Country Gentlemen: lento, profondo, meditativo. Un cantautore, ex rocker, alla ricerca di Dio.

Last Of The Country Gentlemen: venire dal Texas, mettere in piedi verso la fine dei 90 un progetto
denominato Lift To Experience, raccogliere il classico consenso di
culto e poi sparire nel nulla, inghiottiti da un non ben precisato
pericolo fagocitante il sacro fuoco dell’arte e dell’anima. Dal
2001 a oggi Josh T. Pearson si è letteralmente ritirato a
una vita privata dedita al lavoro e al volontariato nel suo Texas,
dove anche la scrittura musicale doveva necessariamente restare
riservata e per un ristrettissimo cerchio di uditori, in modo che
gli accordi, le parole e i tempi (ben 4 dei 7 brani di questo cd
superano i 10 minuti) scorressero liberi come un flusso di
coscienza incondizionato. Anni decisamente difficili, ad ascoltare
i testi di Pearson, contrassegnati da dolore, perdita,
introspezione e ricerca del perdono di Dio (Pearson ha avuto
un’educazione religiosa), riversati in brani registrati di getto
con l’ausilio di chitarra acustica, violino, contrabbasso e poco
altro. Una lacerante riflessione sui propri peccati e colpe
à la Nick Cave con Cristo come testimone, e tuttavia
consolatoria, che narra di chi cerca Dio ma non vuol essere
salvato, dell’amore carnale e accecante per una donna che non
è la propria moglie, di come «c’è di più
in un uomo dell’alcol e della lussuria che lo rendono tutto tranne
che forte». Una meditazione che è consolazione,
straziante ed esposta, dai titoli come Sorry With A Song o Woman
When I’ve Raised Hell.

Cristiana Paolini

 

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