Verso Kyoto. Diminuiscono le emissioni in UE

Secondo l’ultimo rapporto dell’AEA, i gas ad effetto serra dell’Unione Europea sono diminuiti del 2,5% dal 2010 al 2011. L’Europa conseguirà gli obiettivi di Kyoto.

Sono stati resi noti dall’AEA (Agenzia Europea
dell’Ambiente)
i risultati delle due relazioni che raccolgono
le stime preliminari delle emissioni di gas ad effetto serra
dell’Unione Europea. Complessivamente, nell’UE a 25, le emissioni
climalteranti sono diminuite del 2,5%.

I risultati. Un esito sicuramente positivo
nonostante alcuni Paesi abbiano aumentato, singolarmente, le
proprie emissioni, come successo a Bulgaria (11%), Lituania (3%) e
Romania (2%). Le maggiori riduzioni invece si sono registrate a
Cipro (13%), e Belgio, Finlandia e Danimarca (8%). In testa
continua ad esserci il Regno Unito con 36 milioni di tonnellate di
CO2 (Mt CO2 eq.), seguono la Francia (24 Mt CO2 eq.) e la Germania
(17 Mt CO2 eq.).

“L’Unione europea nel complesso conseguirà, ben oltre le
aspettative, i propri obiettivi di Kyoto”, ha affermato
Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA.
“Sono stati compiuti progressi considerevoli dal 1997, – continua –
ma tutti gli Stati membri devono adempiere ai propri piani. Per gli
Stati membri dell’UE che non hanno raggiunto i propri obiettivi
tramite la riduzione delle emissioni nazionali, i meccanismi
flessibili del protocollo di Kyoto restano disponibili fino al
2015″.

L’Italia. Tra questi ultimi compare l’Italia che,
come si legge dalla relazione, ha tagliato solo del 1,9% le
emissioni tra il 2008-2011, ben lontana dall’obiettivo del 6,9%.
Per questo, come spiegato dalla McGlade, dovrà avvalersi dei
cosidetti “meccanismi di flessibilità”, ovvero dovrà
sviluppare un piano adeguato di acquisto di crediti di carbonio
tramite il sistema ETS (Emissions Trading Scheme).

20-20-20. Secondo gli ultimi dati, le emissioni
nell’UE sono diminuite del 16,5% rispetto ai livelli del 1990 e,
guardando le proiezioni e continuando sulle politiche di riduzione,
le emissioni dell’UE continueranno a diminuire fino a raggiungere
il 19% nel 2020.

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