L’Orchestra di Piazza Vittorio

Meticcio suona bene: ecco a voi l’Orchestra di Piazza Vittorio.

Marimba, glockenspiel, congas e percussioni varie dall’Argentina
e da Cuba… Un violoncello ungherese e una viola italiana…
Un corno barese… Chitarra e charango dall’Ecuador…
Tromba e flicorni indiani… Korà, djembè, dumdum e
sabar senegalesi… Oud e voci della Tunisia e
dell’Ecuador… Un sassofono casertano e un violino
newyorkese… Ecco a voi l’Orchestra di Piazza Vittorio.

Un impatto di grande forza e indiscussa professionalità
per uno spettacolo difficile da dimenticare. Quindici abili
musicisti diretti dall’amabile spontaneità di Mario Tronco
(tastierista della Piccola Orchestra Avion Travel) che, non senza
fatica e costanza, ha visto così realizzare il suo sogno di
musica. E poi di cinema.

La faticosa genesi di questa orchestra è stata infatti
raccontata all’interno del documusical “l’Orchestra di Piazza
Vittorio” di Agostino Ferrente, in cui si narra, in maniera
volutamente amatoriale, l’idea di riunire un’orchestra fatta di
musicisti di strada provenienti da tutto il mondo all’Esquilino.
Lì, non lontano dalla Stazione Termini, c’è Piazza
Vittorio.

Il risultato è un mix riuscitissimo. Di etnie, di
divertenti “interpretazioni” dell’italiano-romano dei protagonisti,
di scene spassose e di vita quotidiana della Roma del popolo e,
ovviamente, di tanta buona musica, che incuriosisce inizialmente
per la varietà degli strumenti. Poi, quando a fine
spettacolo, arrivano sul palco i sorrisi di questi bravissimi
musicisti, con i loro suoni e le loro voci, il coinvolgimento
è certo.

Valentina Ardone

www.orchestradipiazzavittorio.it

Articoli correlati