L’agopuntura nelle strutture pubbliche

Finalmente anche in Italia molte strutture pubbliche utilizzano l’agopuntura per curare anche gravi patologie,con risultati ottimi e riscontrabili

Per meglio comprendere l’agopuntura è necessaria la distinzione tra malattie funzionali e malattie organiche: nelle prime è alterata una funzione, nelle seconde assistiamo alla comparsa di alterazioni anatomiche irreversibili.

Mentre nel primo caso l’agopuntura da sola manifesterà un’azione positiva fino alla guarigione in un’ampia percentuale, nelle seconde l’efficacia terapeutica sarà minore, le alterazioni irreversibili non subiranno mutamenti, ma potremo comunque ottenere un buon effetto sintomatico.

Studio sperimentale di agopuntura

Valga come esempio uno studio sperimentale condotto presso la Seconda divisone di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, primario professoressa Antonietta Cargnel, in collaborazione con il Centro studi sull’agopuntura So Wen di Milano, dove è stato indagato l’effetto dell’agopuntura nelle neuropatie periferiche (affezioni dei nervi che si manifestano con dolori, bruciori, alterazioni della sensibilità) nei pazienti Hiv positivi (affetti dal virus dell’Aids), confrontandolo con quello di altri trattamenti farmacologici occidentali.

agopuntura strutture pubbliche
Ago per l’agopuntura © Ingimage

L’agopuntura si è dimostrata efficace e in particolare è la terapia più efficace nei casi più avanzati e gravi. Tutto ciò avviene con meccanismi a noi sconosciuti senza che la neuropatia registri miglioramenti dal punto di vista delle indagini strumentali (elettromiografia) ma nonostante ciò con un netto miglioramento della sintomatologia dei pazienti, fino alla scomparsa. I promettenti risultati ottenuti illustrati in importanti congressi internazionali, hanno meritato a questo lavoro il riconoscimento ed il finanziamento dell’Istituto superiore di sanità, a testimonianza che la medicina ufficiale di fronte a risultati certi non si arrocca su posizioni preconcette.

I lavori sperimentali, come detto, sono migliaia e ne citeremo solo alcuni. Nel convegno tenutosi a Milano presso l’ospedale Sacco nel novembre scorso e riguardante le sperimentazioni di medicina cinese condotte in ospedali italiani in questi anni, il dottor Carlo Di Stanislao ha illustrato un interessante lavoro riguardante l’osteoporosi menopausale trattata con agopuntura e fitoterapici cinesi.

La terapia agopunturistica e fitoterapica cinese ha dimostrato un’efficacia pari a quella occidentale con calcio e vitamina D. Ciò che ci appare ancor più interessante è il fatto che nel gruppo trattato con terapia cinese è diminuito in maniera statisticamente significativa l’utilizzo di farmaci antidolorifici, ansiolitici, sonniferi e antiacidi.

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