L’alternativa degli italiani

La medicina non convenzionale conquista un numero crescente d’italiani. Sono soprattutto le donne a preferire e a guidare tutta la famiglia

Secondo un’indagine condotta nell’aprile 2001 dall’Istat,
Istituto centrale di statistica, sono quasi nove milioni gli
italiani che si curano con le terapie non convenzionali, una quota
della popolazione pari al 15,6 per cento, di cui il 91 per cento si
dichiara soddisfatta della sua scelta. Tuttavia, anche il 40 per
cento degli intervistati, che abitualmente non si cura con queste
metodiche, le considera in modo favorevole, mentre il 34 per cento
non sa esprimere una giudizio preciso.

Sono soprattutto le donne a preferire e a guidare tutta la famiglia
verso le cure non convenzionali. Tra i 33 e i 44 anni almeno una
donna su quattro sceglie questa strada a differenza degli uomini:
solo uno su sei. Le specificità di genere si notano anche
nella scelta del tipo di rimedio:

le donne preferiscono l’omeopatia (il 10,2 contro il 6,1 degli
uomini) e la fitoterapia (5,9 contro il 3,7). Quasi identiche le
preferenze per i massaggi e le manipolazioni (7,6 le donne, 6,4 gli
uomini).

Le donne sono anche le più informate e decidono della salute
dei figli. Nel 10,4 per cento dei bambini tra i tre e cinque anni,
le madri ricorrono a cure alternative, prima fra tutte,
l’omeopatia.

È soprattutto il nord ad essere “alternativo”, mentre al
centro e al sud l’interesse è decisamente inferiore. Tra le
diverse terapie è l’omeopatia quella che raccoglie il
maggior consenso della popolazione.

Questo è quanto emerge dall’indagine “Condizione di salute e
ricorso ai servizi di sanitari”, che ha coinvolto 30 mila famiglie
e 70 mila persone. L’inchiesta rientra nel progetto nazionale sulle
terapie non convenzionali, coordinato dall’Istituto Superiore di
Sanità.

Licia Borgognone

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