Omeopatia

Medicine non convenzionali

La controversa situazione italiana per quanto riguarda l’accettazione delle medicine (o terapie) non convenzionali

Tutto sembrava procedere verso una possibile integrazione, infatti
al Parlamento, la Commissione Affari Sociali della Camera dava il
via al testo di legge che regolava le stesse medicine non
convenzionali, ovvero le sette terapie non convenzionali esercitate
da medici: omeopatia, agopuntura, ayurveda, fitoterapia,
omotossicologia, medicina antroposofica e medicina tradizionale
cinese.

Al contempo venivano anche riconosciute la libertà di scelta
terapeutica del paziente e di cura da parte del medico, oltre al
principio del pluralismo scientifico definito “fattore essenziale
per il progresso della scienza e dell’arte medica”. Introduceva poi
registri di medici esperti in TNC, corsi di studi universitari, una
commissione presso il Ministero della Sanità, sette
rappresentanti per le sette discipline al Consiglio superiore di
sanità, un prontuario farmaceutico, servizi veterinari
omeopatici. Tuttavia, questo riconoscimento delle TNC era solo
riferito a personale medico, mentre rimaneva tristemente aperta la
questione della pratica delle TNC da parte di operatori non medici
(i naturopati, per esempio) così massicciamente presenti sul
territorio. A dare uno scossone a questa situazione è
arrivato il Piemonte.

Il 24 ottobre 2002 la Regione Piemonte legalizza la pratica delle
TNC da parte di operatori medici e non medici.
Così spiega il dottor Rudy Lanza, psicologo e fondatore
della prima scuola di naturopatia in Italia “Con la legge regionale
n.25 del 24 ottobre 2002 la regione Piemonte approva la prima legge
in Italia sulle Medicine non convenzionali, recependo l’invito del
Parlamento europeo in merito alla regolamentazione del settore
(rapporto degli eurodeputati Lannoye e Collins, risoluzione del
29/05/1997).

La norma approvata mira a scoraggiare sistematicamente i soggetti
improvvisati e gli autodidatti: richiede un iter formativo serio ed
adeguato sia per gli operatori medici sia per i non medici.
La salute del cittadino va tutelata: sono previsti meccanismi di
controllo tra cui gli esami di abilitazione regionale con apposita
Commissione in modo da garantire l’utente in merito alla formazione
dell’operatore.

Il Naturopata, professionista per definizione non medico, consegue
finalmente uno statuto giuridico, come negli stati europei
avanzati. Si creano così i presupposti per una futura e
positiva collaborazione tra Medico e Naturopata anche nelle
strutture pubbliche, come avviene nei paesi anglosassoni.

Già nel 1991 è stata organizzata a Torino,
città indubbiamente destinata ad essere promotrice delle
Medicine non convenzionali, il primo convegno europeo in cui si
identificarono le linee-guida per gli aspetti formativi, il codice
deontologico, il Registro dei Naturopati e le bozze per una legge
nel settore.
Sono trascorsi 11 anni durante i quali la FNNHP, nel dialogo con le
Istituzioni, ha contribuito alla ridefinizione del concetto di
salute oltre che della categoria professionale.

Oggi, la FNNHP invita tutti cittadini del Piemonte e della altre
regioni a vegliare con attenzione perché la legge 25 trovi
la sua applicazione in tempi rapidi e a sostenere tutte le
iniziative che conservano la totale integrità dei suoi
contenuti.

Marina Ricci

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