L’ambiente si salva a scuola

E’ attivo da dieci anni, in Italia e nel mondo, il progetto di educazione ambientale Eco-Schools che coinvolge insegnanti, ragazzi, genitori.

Siamo entrati nella Decade Mondiale dell’Educazione per lo
Sviluppo Sostenibile 2005-2014 indetta dalle Nazioni Unite e le
iniziative in questo ambito crescono e si diffondono. Il Terzo Congresso Mondiale di
Educazione Ambientale
(3°WEEC), tenutosi a Torino
dal 2 al 6 ottobre di quest’anno, ha offerto una opportunità
di incontro, comunicazione e scambio alle innumerevoli piccole e
grandi realtà già attive in quasi tutto il mondo.

Tra le iniziative in questo campo, ancora poco conosciute in
Italia, ci sono le Eco-Schools un progetto internazionale
all’avanguardia sui temi dello sviluppo
sostenibile
, che dal 1994 coinvolge ormai più
di 12.000 scuole in 28 Paesi. Singole scuole possono aderire al
progetto e attivare un programma in sette tappe per rendere più
consapevoli
– e soprattutto coinvolgere – i ragazzi
nei confronti delle problematiche ambientali, e anche per ridurre
consumi, sprechi e ridurre così i costi gestionali della
scuola e il suo impatto
sull’ambiente
.

Diventare una Eco-School, per una scuola, vuol dire entrare a
far parte di una rete di supporto, fonte di idee per progetti ed
eventi, e avere la possibilità di creare collegamenti e
gemellaggi con altre realtà scolastiche europee e di
confrontarsi così su tematiche comuni affrontate in contesti
diversi.

Ma cosa vuol, dire in pratica?

Il programma di base da adottare consiste in sette tappe, che
hanno carattere flessibile possono essere adottate da ogni docente
alla propria situazione:

Step 1 – L’Eco-Comitato (Eco-Committee)
Si richiede alla scuola di costituire un comitato responsabile dei
temi e delle iniziative ambientali che coinvolge insegnanti,
genitori, alunni, personale non docente e una rappresentanza delle
autorità locali. Il ruolo dell’eco-comitato durante l’anno
scolastico è fondamentale: le decisioni prese collegialmente
diventano innanzitutto regole adottate dalla scuola (raccolta
differenziata
, risparmio
energetico
, mobilità sostenibile ecc.);
successivamente le suddette decisioni possono essere proposte alla
comunità.

Step 2 – L’indagine ambientale (Environmental
Review)
L’Eco Comitato effettua un’indagine sulla situazione scolastica al
momento dell’adesione al progetto attraverso, per esempio, schede
di analisi sulla gestione dei
rifiuti
, sull’utilizzo dell’energia, sui consumi, sul
sistema della mobilità scolastica.

Step 3 – Il Piano d’Azione (Action Plan)
L’Eco-Comitato specificherà quali sono i problemi ritenuti
più importanti e le attività da organizzare per
intraprendere il cammino verso la soluzione delle criticità
individuate (ad es. eccessivo consumo di
energia elettrica
, mancanza di informazioni sulle
possibilità di riciclaggio, ecc.)

Step 4 – “Monitoraggio e valutazione”
(Monitoring and Evaluation)
Questa tappa mette in luce i progressi compiuti nel raggiungere gli
obiettivi fissati.
Gli effetti benefici delle piccole “economie ecologiche” (es.
minor
acquisto di beni
e/o minor utilizzo di risorse)
dovrebbero essere in una certa misura monitorati e valutati
cercando di coinvolgere per quanto possibile gli alunni stessi: si
può trattare, ad es., di un’analisi comparata delle bollette
o delle spese per alcuni beni (valutazioni quantitative), oppure di
osservazioni sul diverso comportamento dei singoli e della scuola
nel suo complesso (valutazioni qualitative).

Step 5 – “Integrazione curriculare” (Curriculum
Work)
Permette alle classi che non sono direttamente interessate dal
progetto di rimanere in contatto con le linee d’azione individuate
dall’Eco-Comitato.

Step 6 – “Informare e coinvolgere” (Informing and
Involving)
I progetti più apprezzati dalla FEE sono quelli la cui
organizzazione coinvolge il più ampio numero di persone e
che promuovono il contatto tra la scuola e la società civile
(partecipazione a fiere, organizzazione di mostre e feste,
pubblicazione di articoli su quotidiani e riviste ecc.).

Step 7 – “Eco-Codice” (Eco-Code)
Gli obiettivi raggiunti dall’Eco-Comitato vengono pubblicizzati
tramite un documento ad ampia diffusione: l’ “Eco-codice”, ovvero
l’insieme delle norme “sperimentate” all’interno della
realtà scolastica che rappresentano il nuovo “stile di
vita”
degli studenti.

Principalmente le scuole che aderiscono a Eco-Schools, almeno
nei primi anni di attività, affrontano tre tematiche, ormai
considerate di base del programma: rifiuti, acqua ed energia; il
miglioramento delle performance ambientali della scuola prevede, in
seguito, la realizzazione di progetti che riguardano altri temi
come ad esempio la
mobilità sostenibile
o la cura del verde di
pertinenza dell’edificio scolastico, conformemente alle
priorità individuate dall’eco-comitato.

L’obbiettivo formativo è quello di
sviluppare il senso di appartenenza
degli studenti nei
confronti del proprio territorio e la consapevolezza delle concrete
possibilità di azione e interazione che possono avere con
esso.

Il programma Eco-Schools è promosso dalla FEE,
Foundation for Environmental Education, un’associazione
non lucrativa di utilità sociale che promuove su base
nazionale progetti riconosciuti e finanziati dall’Unione Europea;
la FEE ha avviato anche in Italia la campagna europea dedicata agli
asili nido, alle scuole materne, elementari, medie e superiori
denominata Eco-Schools attraverso la FEE – Italia, una ONG che ha
sede a Roma.

Marcella
Danon

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