WS20: l’appello al G20 per nuovi sguardi sul mondo

Tra pochi giorni, nella stessa settimana si terranno due eventi molto importanti: il G20 (18-19 giugno) e la conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile Rio+20 (20-22 giugno). Il WS20 (WorldShift Council) ha lanciato un appello

Perché il cambiamento avvenga e perché avvenga davvero occorre che cambi la percezione del benessere. In tutto il Pianeta l’uomo è ossessionato dal possedere ed è convinto che l’accumulo di beni materiali possa condurlo verso la felicità; non si rende conto della sterilità e dell’aridità di questo concetto, anzi lo estende a più campi della vita in cui si trova ad agire, anche all’economia.

Il metro di misura per registrare il benessere di un paese non può più essere solo il Pil, il “prodotto interno lordo”, perché ormai è chiaro che lo sviluppo globale è diventato insostenibile per il Pianeta. Nel rapporto “Resilient people resilient panel – a future worth choosing”, presentato a gennaio ad Addis Abeba, l’Onu ha invitato ad allargare il punto di vista per la valutazione del benessere, sottolineando che per capire la società e l’economia occorre prendere in considerazione anche lo stato di salute delle persone e i luoghi che esse abitano.

Perché? Perché il mero parametro economico non basta più. Il materialismo compulsivo di cui siamo schiavi non porta benessere: finora benessere e ben-avere sono stati confusi erroneamente. Il consumismo e il materialismo sono frutto di un’ambizione a una crescita infinita, spasmodica al possedere le cose, al guadagno materiale. Un’avidità, un desiderio bulimico, incapace di autogestirsi senza ferirsi.

Il grande cambiamento potrà avvenire nell’uomo innanzitutto e successivamente in tutti i sistemi organizzativi e culturali, nel momento in cui si comprenderà che il vero benessere è dato dallo stare bene: la maggior parte delle persone desidererà vivere con sentimento, dare un senso alla propria vita, consumare in modo consapevole, rispettare l’ecosistema e tutte le forme di vita. Vorrà cercare un lavoro gratificante, l’onestà con se stessi e con gli altri, le vere amicizie e vivere la vita con gioia.

Questo processo virtuoso innescherà un cambiamento anche in coloro che guidano le aziende. Interiorizzeranno il concetto che il profitto da solo non basta, perché senza prendere in considerazione sia la gente sia il pianeta non c’è armonia di vita e non c’è neanche vita.

Leggi l’appello nella versione integrale sul sito del WorldShift Council

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