L’arte della strategia

L’arte della strategia cinese non prevede protagonismo, ma insegna a influire sugli eventi da dietro le quinte, con piccoli gesti velati

La strategia è un elemento basilare nella conduzione non
solo delle guerre e della vita politica, ma anche di piccole
questioni della vita quotidiana. La cultura europea è sempre
stata influenzata dalla concezione greca antica di strategia,
più eroica – basta pensare al cavallo di Troia – ma questo
campo non è mai stato successivamente approfondito o
coltivato come arte.
Nella
civiltà cinese
, invece, la strategia è
un elemento fondamentale della vita, che deve ingegnarsi
continuamente per trovare nuovi modi di riprodursi, sopravvivere e
diffondersi, in tutte le sue forme, e in questa cultura è
sempre stata studiata ed esercitata con grande attenzione e
rispetto.

L’arte della strategia cinese non prevede protagonismo, ma insegna
a influire sugli eventi da dietro le quinte, con piccoli gesti
velati “come movimenti del drago che si confondono con le
nuvole”.

Nel suo libro “Cavalcare la tigre” (ed. Ponte alle Grazie), lo
psicoterapeuta Giorgio Nardone, che dirige la Scuola di
specializzazione in psicoterapia breve strategica, valorizza un
antico testo cinese poco noto “I 36 stratagemmi”, redatto da
alcuni monaci guerrieri, che riassumono in 36 formule i concetto
fondamentali di quest’arte. Il linguaggio, e la mentalità,
sono gli stessi che si ritrovano ne l’I Ching” e
nella filosofia delle arti marziali: una grande attenzione alla
vita, alle sue manifestazioni alle sue leggi e una capacità
di entrare in sintonia con queste leggi girandole a proprio
vantaggio con il minimo sforzo. Come nell’aikido, in
cui la forza dell’attaccante viene rivolta contro di lui con uno
spostamento di equilibrio e un unico gesto.

“L’arte di vincere il nemico senza opporvisi” è
perfettamente esemplificata dall’imperatore Yu, poi detto il
Grande, che invece di erigere argini sempre più alti per
difendere la capitale dalle piene del fiume Giallo, fece scavare
profondi canali attorno alla città. E una volta sopraggiunta
la piena, che lasciò indenne l’abitato, ne sfruttò
anche l’energia attraverso pale che girando con la forza dell’acqua
macinavano granaglie.

Gli stratagemmi non sono da usare soltanto in questioni di guerra o
di alta politica, ma anche nella vita quotidiana. Ecco alcuni
esempi tratti dal libro di Giorgio Nardone, che riassume l’antico
testo cinese:

Solcare il mare all’insaputa del cielo
E’
l’abilità del prestidigitatore che sposta l’attenzione su
particolari poco rilevanti per distrarre l’attenzione, mentre
esegue quello che veramente gli sta a cuore. Come la madre che
racconta una fiaba al
bambino e proprio quando il protagonista della fiaba deve bere una
pozione amara, gli dà la medicina che altrimenti lui non
avrebbe accettato facilmente.

Sbattere l’erba per snidare i serpenti
Consiste nel far muovere prima l’avversario per intuire la sua
tattica. Nelle relazioni può trasformarsi nel fingersi
intimidito per far parlare prima l’altro e capire con quali
argomenti vuole farsi avanti, oppure iniziare la conversazione con
una domanda.

Intorpidire le acque per far venire a galla i pesci
Creare confusione per lasciare la controparte senza punti di
riferimento. C’è chi ha vinto una guerra semplicemente
intimorendo il nemico con continui spostamenti di truppe, che
davano l’idea di un ingente arrivo di soldati. Ma l’esempio
più bello è proprio preso dalla vita quotidiana,
quando una moglie disperata per le continue uscite del marito con
gli amici, da un giorno all’altro, invece di piangere e lamentarsi
come era solita fare comincia ad augurargli, col sorriso sulle
labbra, “buone serata”. L’uomo viene preso alla sprovvista e si
insinua in lui il dubbio. Inizia a divertirsi sempre meno… alla
fine decide di rimanere di più in casa!

Se vuoi drizzare una cosa, impara prima a storcerla di
più

Consiste nel rafforzare ed esagerare la posizione assunta
dall’avversario, così che egli, autonomamente, si rivolga
verso l’estremo opposto, esattamente nella direzione che si
voleva…!

Uccidere il serpente col suo stesso veleno
E’ un perfezionamento della tecnica marziale che insegna a
mostrarsi inermi di fronte al pugnale per poi, a sorpresa, storcere
nel momento decisivo la mano dell’avversario e rivolgere l’arma
contro di lui. Nella vita quotidiana, se qualcuno parla male di
noi e noi continuiamo a essere molto gentili nei suoi confronti…
alla fine la cattiva figura la fa l’altro!


Marcella Danon

Articoli correlati
Hollywood Icons in mostra a Roma, ovvero come nasce una stella del cinema

I 161 ritratti provenienti dalla Fondazione John Kobal e inclusi nella mostra romana “Hollywood Icons” visitabile sino al 17 settembre al Palazzo delle Esposizioni, illustrano i segreti della fotografia di scena e il suo ruolo nel meccanismo mediatico di creazione dei divi hollywoodiani dagli anni Venti in poi.