L’assalto dei POP

In Uganda si continuano a usare agenti chimici estremamente pericolosi per l’uomo e per l’ambiente, illegali a livello internazionale. E qui? Si chiamano POP, Persistant Organic Pollutant. Ci viviamo dentro anche noi.

Sostanze velenose e pesticidi come il DDT, diossine e furani,
vietati qui ma contrabbandati in Africa: la storia si ripete,
riemerge, galleggia, ritorna. Ritorna sul serio: queste sostanze,
una volta sparse nell’ambiente, permangono in circolo per decenni.
E i loro effetti nocivi si diffondono su tutto il globo, fino a
noi!

Il quotidiano filogovernativo ugandese, “New Vision”, cita
l’ultimo studio realizzato dall’ispettore dell’Autorità per
la gestione dell’ambiente nazionale, Patrick Kamanda, su campioni
di acqua del Lago Vittoria: “Un alto numero di pesticidi clorinati
per uso agricolo sono stati ritrovati nell’acqua e anche dispersi
nell’aria, segno che vengono correntemente utilizzati”. Queste
sostanze, ha spiegato, così come altri agenti inquinanti
organici persistenti (Persistent organc pullutants, POP) sono
inseriti nella Convenzione di Stoccolma nella lista conosciuta come
la “sporca dozzina”, l’elenco dei dodici peggiori elementi chimici
considerati responsabili di gravissimi danni all’ambiente e alla
salute umana.

Cosa sono i POP?
Dicembre 2000,
Johannesburg. I delegati di cento nazioni si riuniscono per mettere
al bando gli inquinanti più pericolosi e persistenti, i POP
(Persistent Organic Pollutants).

E’ vero, dunque, che sarebbero stati banditi a Johannesburg nel
dicembre del 2000, questi POP (Persistent Organic Pollutants, i
più diffusi inquinanti nell’ecosfera, dal DDT alle diossine
e PCB, fino agli spaventosi policlorur-dibenzo-P-diossine – PCDD,
dibenzofurani – PCDF e PCB coplanari – Co-PCB, usati per decenni in
agricoltura). Ma, come il nome stesso che li designa fa
presupporre, sono “persistent”.

Cioé ognuno di essi persiste. Permane. E va a spasso
nell’ambiente ov’è diffuso, nelle pozze d’acqua, nel
terreno, nelle falde, nell’aria, per anni. Per decenni.

I POP sono poi assorbiti e s’accumulano nei tessuti grassi degli
organismi biologici, animali (umani compresi, ovvio) dove le
concentrazioni possono ammontare fino a 70mila volte i livelli
ambientali di background. Perciò si chiamano anche BCC
(Bioaccumulative Chemicals of Concern).

Questa è la “sporca dozzina”.

Aldrin
Pesticida sparso al suolo per uccidere termiti, cavallette e altri
pestiferi insetti. Può anche uccidere uccelli, pesci, e gli
esseri umani. In un incidente nella costa del Golfo del Texas, una
partita di riso trattato con Aldrin ha sterminato centinaia di
uccelli costieri.

Chlordane
Usato intensivamente come insetticida a vasto spettro, il chlordane
è uno dei veleni che impregna più a lungo il terreno.
Uccide uccelli, pesci e colpisce il sistema immunitario dell’uomo.
Nei paesi occidentali era già bandito. Nei paesi asiatici
è molto usato.

DDT
Il più celebre dei POP, il DDT
fu usato largamente fin dalla seconda guerra mondiale, quando era
irrorato sui campi per “sterilizzarli”, cioè per abbattere
il rischio di malaria, tifo e altre malattie trasmissibili dagli
insetti. Più di 30 paesi hanno bandito il DDT, altri 30
cercano di ridurne l’uso. Un’esposizione a lungo termine è
associata con malattie croniche nell’uomo, e tra gli uccelli causa
sterilità e difficoltà nella posa delle uova. Ce lo
stiamo ancora mangiando.

Dieldrin
Questo pesticida, usato perlopiù nei campi per il tessile,
dimezza la sua presenza nel terreno (half-life) in cinque anni
circa. E’ altamente tossico per i pesci e altri animali acquatici,
tra cui le rane.

Diossine
Composti chimici prodotti non intenzionalmente nei processi
produttivi per imperfette combustioni, o nella produzione di
pesticidi, di altri composti clorinati. Le maggiori quantità
vengono rilasciate nell’ambiente dalle ciminiere degli inceneritori
di rifiuti in città o di rifiuti industriali. Sono correlate
a una serie di effetti avversi, disordini immunologici, enzimatici,
linfatici. Il cibo di provenienza animale è la nostra
maggior fonte d’approvvigionamento di diossine.

Endrin
Un’insetticida assai amato dagli agricoltori. Lo spruzzavi, e ti
liberavi in un colpo solo di insetti sgraditi, parassiti, e nel
contempo di topi e altri roditori. Peccato che ti rovinava la
salute. Avvelenava le falde acquifere, era mortale per i pesci. E
persisteva nel terreno per 12 anni.

Furani
Un altro prodotto di scarto dai processi di fabbrica. Simili alle
diossine, anche negli effetti. Nel 1999 un camion cisterna
contenente furani s’è ribaltato rovesciando il contenuto nel
lago. Sono morti sei milioni di pesci. Il camionista, il messicano
Irineo Montoya, lo hanno arrestato: era in stato d’ubriachezza. E
non aveva la patente.

Heptachlor
Diffusamente impiegato per uccidere gli insetti, lo si ritiene
responsabile del declino di varie popolazioni di specie selvatiche,
incluse l’anatra canadese e i castori nel bacino del fiume
Columbia. Alte dosi sono fatali per i roditori, topi, castori, e
per i conigli.

HCB
Introdotto nel 1945 per trattare le
coltivazioni, elimina funghi che possono decimare i raccolti. In
Turchia hanno cominciato a usarlo negli anni ’50: e tra il ’54 e il
’59 intere fette di popolazione accusarono una varietà di
sintomi, tra cui coliti emorragiche. In migliaia svilupparono un
disordine metabolico chiamato porphyria turcica: dei casi
emersi, 14 su cento morirono. L’HCB si trova ancora in cibi d’ogni
tipo. In India la dose giornaliera media di questa sostanza
potenzialmente letale che s’assorbono gli abitanti è 0.13
microgrammi per chilo.

Mirex
Si puo’ usare come insetticida per
formiche, o come additivo ignifugo (fire retardant) in plastica,
gomma, materiale elettrico. Si può anche usare per far
venire il cancro a qualcuno. E’ cancerogeno.

Policloruri Bifenili (PCB)
Composti usati
nell’industria per fluidi-scambiatori di calore, trasformatori
elettrici, additivi in vernici e plastica. Spesso concatenati a
pericolose diossine, tossici per i pesci, connessi a malattie
riproduttive e immunitarie in un numero di animali selvatici.
Milioni di persone sono state, e sono, esposte al PCB attraverso la
contaminazione del cibo. Il consumo di olio di riso contaminato da
PCB in Giapppone nel 1968 e a Taiwan nel 1979 causò malattie
della pelle, sintomi da fatica cronica, malattie digestive. Bambini
nati da madri colpite fino a sette anni dopo l’incidente di Taiwan
mostrarono patologie di sviluppo e comportamentali. Nel 1998
l’Europa è stata attraversata dal disastro di polli, uova e
maiali (prosciutti) con alti dosi di PCB. “E’ come se avessero
condito la vostra insalata di pollo con olio di macchina usato”,
titolavano i giornali.

Toxaphene
Usato su cotone, cerealicolture,
frutteti e orti. Altamente tossico. Trentasette paesi l’hanno
bandito; altri 11 ne restringono l’uso.

Contaminano l’aria, l’acqua, il suolo, entrano in circolo con
l’evaporazione e le precipitazioni, i venti, penetrano nella catena
alimentare e s’accumulano. Che effetto hanno questi POP
sull’ambiente, e su di noi? Lo suggerisce l’epidemiologia.

Improvviso incremento nell’incidenza di tumori
infantili negli ultimi 20 anni rispetto all’incidenza negli adulti.
Il 40% degli americani di oggi svilupperà, nei prossimi
anni, un tumore. Tessuti maggiormente coinvolti, seno, testicoli,
prostata. – Tumori e modificazioni cellulari precancerose in pesci
in fiumi e baie ad alto inquinamento. – Tasso pressoché
raddoppiato di difetti genitali di nascita nei ragazzi – ipospadia
– dal 1970 al 1993. – Difetti genitali alla nascita e problemi di
riproduzione correlati in specie selvatiche, problemi simili in
aree anche molto distanti tra loro (se ne registrano tra gli
alligatori e tra gli orsi polari). – Problemi afferenti sviluppo e
maturazione sessuale. – Diversi studi epidemiologici riscontrano
forti correlazioni tra l’esposizione prenatale ai BCC (i POP) e un
basso IQ, difficoltà di apprendimento, problemi
comportamentali. – Livelli epidemici di endometriosi, disturbo per
cui i tessuti uterini migrano in altre locazioni nell’addome spesso
causanti infertilità e dolori. (Fonte: Washington Toxics
Coalition).

L’Uganda non è poi tanto lontana.

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