L’auto piace elettrica (non solo a Milano)

Secondo i dati emersi nel corso del convegno “L’auto elettrica ama il green” a Milano a Palazzo Reale, meno auto a benzina uguale meno CO2 che altera il clima e meno inquinamento atmosferico che minaccia i nostri polmoni.

Se per ogni 5 nuove auto immatricolate ce ne fosse una elettrica, da qui a dieci anni l’Italia si troverebbe con un parco auto di 3,3 milioni di auto, circa il 10% del totale circolante, che non emettono smog né gas serra, con un risparmio di oltre 5 miliardi di litri di benzina. E, solo a patto che l’energia elettrica per fare il pieno alle auto provenga da fonti rinnovabili, il nostro Paese abbatterebbe le emissioni di gas serra di quasi 6 milioni di tonnellate, l’1,1% del totale nazionale. Sono alcuni dei dati emersi durante il convegno “L’auto elettrica ama il green” a Milano, Palazzo Reale, organizzato dall’Assessorato alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano insieme con Asso Energie Future a cui ha partecipato, tra gli altri, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Verso l’auto elettrica, per tre motivi. Nel 2012 si prevede un aumento del numero di modelli disponibili e delle vendite di auto elettriche. Un trend rafforzato da tre fattori. – il costo della benzina verso i 2 euro al litro – lo smog in città – le multe contro le città che sforano i limiti europei di Pm10. I progetti leader. – Con il progetto E-moving, che prevede l’installazione di 270 colonnine di ricarica, la Renault ha cominciato a misurare a Milano e a Brescia, in collaborazione con A2A, le possibilità offerte dalla mobilità elettrica mettendo in campo 60 vetture Kangoo Ze e Fluence (già a listino in Italia rispettivamente al prezzo di 20.000 e 27.200 euro). Entro l’anno arriveranno in Italia altri due modelli elettrici della casa francese: la Twizy (una via di mezzo tra uno scooter e una minicar, a 6.990 euro) e la Zoe (una berlina compatta). – la Nissan Leaf, l’elettrica più diffusa nel mondo: in un anno ha venduto oltre 20 mila macchine in tre continenti. Nei concessionari italiani arriverà il prossimo aprile a un prezzo di 38 mila euro (siamo uno dei paesi in cui non esistono ancora incentivi per le auto 100% elettriche). – La Peugeot elettrica iOn ha venduto 4.000 esemplari in Europa (a cui vanno aggiunti 6.000 ordini) a un prezzo di listino di 28 mila euro. – In Italia ci sono 140 Smart elettriche divise tra Milano, Bologna, Pisa e Roma: le stanno usando i sottoscrittori di un contratto quadriennale da 400 euro al mese più Iva nell’ambito di un progetto sostenuto anche da Enel. Quanto costa davvero un’auto elettrica e in quanto si ammortizza. Oggi, percorrere 15.000 km costa mediamente in benzina circa 2.200 euro. Con l’auto elettrica non si spenderebbe più di 300 euro l’anno, ai prezzi attuali dell’energia. Stiamo parlando di un risparmio di circa 1.900 euro anno: meno 85%. Di partenza, le auto elettriche costano più di quelle tradizionali. Ma è un investimento che si ripaga in tempi record. La differenza, sul listino, tra una Renault Megane (il modello base costa 20mila euro) e una Fluence (il modello più vicino, 27.000 euro) è 7mila euro. Con un risparmio sul carburante di 1900 euro l’anno (160 al mese), la cifra viene ammortizzata in meno di quattro anni (44 mesi). Certo, ad oggi le performance delle elettriche non sono esattamente le stesse di quelle con motore a scoppio: ma anche il tasso d’inquinamento è ben diverso. I benefici per il sistema Italia. – Meno benzina. Raggiungere il 10% del parco circolante significa risparmiare 5,1 miliardi di litri di benzina l’anno, con una conseguente mancata produzione di inquinanti del 10%. – Posti di lavoro. Per produrre oltre 360 mila auto elettriche ogni anno servirebbero circa 35 mila posti di lavoro, senza considerare l’indotto. E’ un settore di sviluppo strategico in cui l’industria italiana, che per un ritardo di visione complessiva è stata sorpassata nella corsa verso l’auto elettrica, potrebbe reinserirsi sfruttando una lunga leadership nell’ideazione delle piccole auto, oggi più che mai attuali perché adatte alla città. – Meno CO2 con le rinnovabili. Se un’auto elettrica viene alimentata con energia fornita da impianti a carbone, in atmosfera finiscono mediamente 1.821 chili di anidride carbonica l’anno. Se l’energia viene da una centrale a ciclo combinato, vengono emessi 824 chili di CO2. Zero emissioni, ovviamente, se viene alimentata con il solare o con l’eolico. Complessivamente, con 3,3 milioni di veicoli con la spina alimentati da centrali a gas naturale, avremmo emissioni pari a 2,8 milioni di tonnellate per anno di CO2; a 6,1 milioni con il carbone; a zero con le rinnovabili. In sostanza se l’energia elettrica per alimentare le auto fosse prodotta da fonte rinnovabile si risparmierebbero emissioni per quasi 6 milioni di tonnellate (1,7 tonnellate per ciascuna automobile, mediamente) pari all’1,1% del totale nazionale di produzione di gas serra. – Nuovi impianti. Produrre l’energia necessaria per alimentare le auto elettriche comporterebbe l’installazione di circa 6.000 nuovi MW di fotovoltaico, ad esempio. In un periodo in cui, essendo stata raggiunta la grid parity, non sono previsti incentivi per i nuovi impianti fotovoltaici, che verrebbero dunque realizzati senza alcun aggravio per le bollette elettriche. Un obiettivo facilmente raggiungibile dall’industria rinnovabile italiana che nel 2011 è stata capace di installare 8.000 MW in 12 mesi. La quadratura del cerchio: benefici ambientali, risparmio per il cittadino e sviluppo delle rinnovabili.

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