L’energia nucleare

Pochi giorni fa la decisione del Governo tedesco di prolungare la vita delle centrali nucleari. Oggi l’esigenza di spiegare il perché di tale scelta e cercare di far chiarezza sulle…

Pochi giorni fa la
decisione del Governo tedesco di prolungare la vita delle
centrali nucleari
. Oggi l’esigenza di spiegare il
perché di tale scelta e cercare di far chiarezza sulle
differenze tra la Germania e l’Italia a livello di convenienza, non
solo ambientale ma anche economica, del nucleare.

Partiamo dal considerare i tempi che la tecnologia nucleare
richiede per poter sfruttare l’energia prodotta da una centrale:
circa 10-15 anni per la progettazione, 20-25 per la produzione di
energia elettrica, altri 20 per la dismissione e la
decontaminazione del suolo.

Secondo alcuni analisti, quindi, la scelta di prolungare la
vita dei diciassette impianti attivi in Germania può essere
considerata anche sotto l’aspetto economico, come modo per
ammortizzare i costi totali. Infatti, come tutti i paesi, anche la
“locomotiva d’Europa” sta vivendo una fase di recessione economica
e, in questo contesto, allungare la fase di funzionamento di un
impianto può contribuire concretamente a migliorare i
bilanci del paese e aiutarlo a uscire dalla stagnazione.

Il contesto industriale italiano, diverso da quello tedesco
per l’assenza di progetti o impianti attivi, non sembra poter
riproporre lo stesso discorso economico. Lasciando per un attimo da
parte i grandi problemi che lo sfruttamento dell’energia dall’atomo
comporta, ovvero sicurezza tecnologica e deposito delle scorie, la
scelta nucleare, per l’Italia, rischia di non essere conveniente
nemmeno dal punto di vista economico.

Nell’intervista rilasciata a LifeGate Radio, Mauro Spagnolo,
direttore di Rinnovabili.it – quotidiano delle fonti rinnovabili,
ha affermato: “Nel 2010 c’è stato il sorpasso del solare sul
nucleare anche dal punto di vista economico, ovvero produrre un
watt di energia elettrica tramite energia solare costa meno che
produrlo con energia nucleare”.

Tale affermazione trova riscontro anche in un recente rapporto
dell’economista americano John Blackburn, docente presso la Duke
University, il quale evidenzia come i pannelli fotovoltaici abbiano
raggiunto una diffusione tale da aver drasticamente ridotto il
costo dell’energia solare, fino a superare, in termini di
convenienza, il costo dell’energia nucleare. Il costo di
quest’ultima, al contrario, sta progressivamente aumentando anche a
causa dei lunghissimi tempi di consegna delle centrali dovuti agli
elevati investimenti, anche pubblici, necessari per la loro
progettazione.


Ascolta l’intervista completa a Mauro Spagnolo

Articoli correlati