L’etica della comunicazione pubblicitaria

Parlare di etica della comunicazione pubblicitaria potrebbe sembrare un paradosso, dato che quest’ultima si serve della persuasione per far vendere prodotti.

Gli unici valori veicolati dalla pubblicità sono
generalmente quelli relativi ai mondi di riferimento proposti dalle
marche e trasmessi ai potenziali consumatori per invogliarli
all’acquisto.
Fatta questa premessa, vediamo come l’etica nella pubblicità
sia strettamente connessa con le scelte estetiche nella
veicolazione dei messaggi, come la decenza e il garbo, l’ironia,
l’understatement.
Le nuove frontiere della pubblicità commerciale vedono una
comunicazione non invasiva bensì discreta, non urlata e non
volgare, bensì culturalmente stimolante, che utilizzi una
ironia intelligente e una creatività nuova, non banale, dal
taglio più informativo che persuasivo.
La pubblicità propone modelli e comportamenti catturando e
trasferendo segnali già presenti nella società.

Rientra nelle responsabilità della comunicazione
pubblicitaria prendere dalla realtà qualche modello di
comportamento e trasformarlo in forme di emulazione esemplari.
La pubblicità destinata ai bambini, la veridicità dei
messaggi, le regole di concorrenza leale e i confini della
libertà espressiva, sono questioni etiche.
La messa al bando della pubblicità denigratoria, che offende
i valori dell’Uomo e la dignità della persona è una
questione etica.

Esistono strumenti di regolamentazione come l’AGCM (Autorità
Garante della Concorrenza e del MerEcato), le associazioni di
consumatori e il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, il cui
articolo 1 dice che la pubblicità deve essere “onesta,
veritiera e corretta”.
Comunicare con onestà, dunque, nel pieno rispetto delle
regole.
Non creare dei falsi bisogni nel consumatore, bensì
fornirgli delle semplici risposte.
Pertanto, una marca, attraverso la comunicazione pubblicitaria,
deve rispondere alle nuove esigenze di trasparenza richieste dai
consumatori, allargando la propria visione al contesto in cui il
consumatore vive e opera, non soltanto compera.
A parità di costo e di qualità del prodotto, la
presenza di questi valori e la trasparenza della comunicazione
saranno premiate dalle scelte del consumatore.


Davide Dabbicco

Pubblicitario

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