L’Eurobarometro 2007

Cambiamento climatico. La maggior parte dei cittadini europei

Si tratta di un sondaggio telefonico effettuato a febbraio su un
campione di circa 26.000 cittadini Ue con età superiore ai
15 anni e pubblicato lunedì (5 marzo) dalla Commissione
Ue.

Metà degli intervistati si è detta molto
preoccupata dal
surriscaldamento della Terra
, mentre il 37% lo
è solo in parte. Il problema è particolarmente
sentito dai cittadini mediterranei: Spagnoli, Ciprioti, Maltesi e
Greci.

I più sanno che il problema del cambiamento climatico
è legato alla produzione e al
consumo di energia
. E sanno anche che nei prossimi 10
anni dovranno cambiare le proprie abitudini.

C?è chi ipotizza di
usare meno l?automobile
, il condizionatore e affini
(76%). Chi prevede che pagherà bollette più salate
(68%). E chi punterà ad acquistare elettrodomestici
più efficienti sul piano energetico (72%).

A questo proposito, gli Italiani spiccano come i consumatori
più attenti
all?efficienza energetica
: sono il 66% coloro che si
sono dichiarati ?molto condizionati? dalle prestazioni energetiche
degli elettrodomestici al momento dell?acquisto, rispetto ad una
media europea del 48%.

Inoltre quasi la metà dei cittadini europei (44%) ha
sottolineato l?importanza di poter
scegliere il fornitore di gas e di elettricità

non solo per spendere meno, ma anche per consumare energia
più pulita.

I più sono
contrari al nucleare
per lo smaltimento delle scorie e
il rischio d?incidenti (61% del campione), mentre la netta
maggioranza chiede un tetto minimo per le rinnovabili in ciascun
paese (83% del campione).

In definitiva la maggior parte degli intervistati crede il miglior
modo per affrontare i problemi energetici sia a livello europeo
(62%).

Il sondaggio è stato pubblicato alla vigilia del vertice
dei capi di stato e di governo che si svolgerà nei prossimi
giorni (8-9 marzo).

Sarà un incontro ai massimi livelli dedicato in buona
parte al clima e all?energia, in cui i leader europei discuteranno
il piano d?azione presentato dalla Commissione a gennaio.

In particolare,
decideranno se il tetto del 20% di rinnovabili entro il 2020
sarà un obiettivo vincolante
o non-vincolante.
E i pronostici non sono favorevoli. La prima ipotesi, infatti,
è osteggiata dalla maggior parte dei 27 stati membri.

Gianluca
Cazzaniga

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