L’Europa affamata di materie prime

Cresce la domanda di metalli e terre rare mentre l’approvvigionamento mondiale rimane precario. L’Unione punta sul riciclo e sull’immensa miniera proveniente dai RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici. Occasione per un rilancio economico sostenibile e per creare nuovi posti di lavoro.

Un corretto smaltimento, un corretto recupero e un corretto riciclo
possono diventare una “miniera d’oro”. Come illustrato dall’Enea
durante l’edizione 2013 di Hi Tech & Ambiente, convegno
organizzato da ReMedia – in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – da una
tonnellata di schede elettroniche si recuperano circa 30
chili di stagno, 240 grammi di oro, 660 grammi di argento e 260
chili di rame
, oltre alle terre rare. Risorse
preziosissime.

Si calcola che in Europa si generino circa 10 milioni di
tonnellate di rifiuti
elettrici ed elettronici, ma che
solo un terzo sia gestito correttamente e venga riciclato in modo
appropriato.

La potenzialità economica del settore potrebbe generare almeno
1 miliardo di euro di valore se dall’attuale 33% si arrivasse
all’80%. Percentuale oggi raggiunta solo nei Paesi scandinavi.

Solo in Italia si consumano 1 miliardo di tonnellate di
risorse
, mentre per avere un’economia sostenibile,
dovremmo utilizzarne 360 milioni. Praticamente un terzo.

Come fare? “Le terre rare riciclabili – ha
dichiarato Franco Terlizzese, Direttore Generale per le Risorse
Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico –
costituiscono certamente una grande possibilità che il nostro
Paese può cogliere sia dal punto di vista ambientale, per le
ricadute positive sulla mitigazione degli impatti e
sull’inquinamento, sia dal punto di vista sociale, per la possibile
creazione di nuovi posti di lavoro legati allo sviluppo delle
attività di riciclo”.

Solo in Francia, in quattro anni, il settore del riciclo dei RAEE
ha generato oltre 3.000 nuovi posti di lavoro che hanno riguardato
20 aziende specializzate nelle tecnologie di riciclo e
recupero.

La strategia europea. Con il programma di
finanziamenti Horizon 2020, che partirà da gennaio 2014,
l’Unione Europea sostiene la ricerca e lo sviluppo anche nel
settore del riciclo, investendo oltre 3 miliardi di Euro.
L’obiettivo è ambizioso: la Direttiva 2012/19/UE prevede e
imporrà agli stati membri di riciclare l’85% dei RAEE generati
entro il 2019. Ambizioso perché attualmente in Europa vengo
raccolte 10 milioni di tonnellate di RAEE, ma solo 3,5 vengono
riciclate in modo corretto (35%).

“La strategia Europa 2020 si focalizza su una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva”, ha spiegato Kurt
Vandenberghe, Direttore ambiente Commissione Europea DG Ricerca e
Innovazione
.

“Trasformare l’economia europea in un sistema competitivo, a basse
emissioni di carbonio e con un utilizzo sostenibile di materie
prime – ha concluso – è una grande sfida, che, a partire da
gennaio 2014, sarà supportata da Horizon 2020. Il riciclo
è un’area dove l’Europa può fare la differenza in termini
di crescita e di nuovi posti di lavoro. I rifiuti, infatti, sono
una risorsa per riciclare, riutilizzare e recuperare materie prime.
L’obiettivo è realizzare un’economia circolare”.

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