L’impianto fotovoltaico diventa esperimento

Succede a Bibbiena in provincia di Arezzo dove è stato realizzato un impianto da 2,5 MW: SolarLab². Un’installazione a cielo aperto che sarà un vero e proprio esperimento scientifico. Nato…

Succede a Bibbiena in provincia di Arezzo dove è stato
realizzato un impianto da 2,5 MW: SolarLab².
Un’installazione a cielo aperto che sarà un vero e proprio
esperimento scientifico.

Nato dalla collaborazione tra Energy
Resources
, azienda che opera nel settore delle energie
rinnovabili e Baraclit, nome
conosciuto nel settore dei prefabbricati in cemento per l’edilizia
industriale e commerciale, il progetto prevede di capire, in base
all’esposizione solare e alla quantità di luce, quale sia la
migliore combinazione tra tecnologia, impianto e localizzazione, in
maniera tale da massimizzare il rendimento energetico.

“SolarLAB² è una grande ricerca scientifica a cielo
aperto – sottolinea Emanuele Mainardi, vicepresidente e
responsabile Ricerca e Sviluppo di Energy Resources -; grazie ai
dati raccolti riusciremo a definire l’impianto che si dimostra
più efficiente a seconda delle caratteristiche del tetto,
dando così al mondo dell’industria soluzioni testate,
certificate, massimizzate e di alto profilo estetico”.

Realizzato su di una superficie di 31.700 mq utilizza oltre 11.000

pannelli fotovoltaici
. Date le diverse
inclinazioni, le diverse geometrie dei tetti e le tecnologie dei
moduli, vengono misurati i rendimenti di oltre cinquanta
combinazioni di installazioni.

L’intera struttura vede 4 tipologie di copertura: piana, a shed
rettilineo, a shed curvilineo trasversale e a shed curvilineo sia
trasversale che longitudinale. Mentre per quanto riguarda i moduli
sono testate 7 differenti tecnologie: per il 90% sono stati
utilizzati moduli Canadian Solar mono e policristallini, per il
restante 10% sono state utilizzate tutte le altre tecnologie
esistenti di fotovoltaico: moduli monocristallini ad alta
efficienza Sun Power, moduli in film sottile First Solar, Q Cell e
Pramac.

Il monitoraggio quotidiano e i conseguenti risultati ottenuti
permetteranno di misurare il comportamento dei moduli in Italia,
considerato anche il fatto che i dati tuttora disponibili sono per
la gran parte riferiti a performance testate in Germania.

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