Percorrere il sentiero

Per percorrere il sentiero Dobbiamo cominciare a identificarci con la nostra natura fondamentale, la cui qualità innata è l’unione di beatitudine e vacuità.

Per percorrere il sentiero, che porta alla cessazione della
sofferenza e apre le porte della liberazione, è necessario
mettere fine alla visione dualistica della realtà e di noi
stessi. Dobbiamo cominciare a identificarci con la nostra natura
fondamentale, la cui qualità innata è l’unione di
beatitudine e vacuità.

Ma come è possibile operare una tale alchimia? Quale metodo
è in grado di risvegliare le nostre illimitate
potenzialità interiori, mettendo a tacere la nostra
assuefazione alle apparenze ordinarie?
Il sentiero capace di operare una tale trasformazione è il
tantra, l’insegnamento segreto, che consente al praticante (dopo
essere stato iniziato ad una particolare divinità da un
Maestro qualificato) di visualizzarsi come tale divinità,
diventare la divinità stessa, identificandosi con la sua
natura di purezza e di indistruttibilità, che altro non
è che la purezza e l’indistruttibilità stessa del
praticante.

Con la visualizzazione si sollecita il risveglio di qualcosa che
esiste già, in quanto la divinità non è una
forza esterna a noi, bensì una rappresentazione di forze
interiori, una raffigurazione dell’energia illuminata che da tempo
senza inizio ci portiamo dentro senza saperlo.

Per ottenere il permesso di visualizzarsi come una divinità
è necessario aver ricevuto prima l’iniziazione da un Maestro
qualificato, capace di far maturare la mente del discepolo e di
renderla ricettiva agli insegnamenti della pratica.

Durante l’iniziazione vengono eliminati tutti gli ostacoli alla
realizzazione dell’illuminazione e la mente del discepolo, la sua
saggezza e la sua compassione, oscurate temporaneamente dalle
nuvole dell’ignoranza, vengono attivate dalle benedizioni del Guru,
da qualcuno, cioè, che ha già pienamente sviluppato
le proprie potenzialità illuminate.

Roberta Polverini

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