Le etichette dei prodotti alimentari, come leggerle anche se sembrano ingannevoli

Etichette da tenere sotto controllo facciamo attenzione a quello che mangiamo e leggiamo, come coloranti, conservanti e oli vegetali

Sempre più persone stanno acquisendo l’abitudine di leggere
le etichette che presentano le varie confezioni. Ecco alcune
indicazioni per aumentare la nostra consapevolezza. Troviamo
diciture come: glutammato monosodico, aromi naturali, grassi
vegetali idrogenati, taurina, glucoronolattone, inositolo,
esaltatori di sapidità, anidride solforosa, acido tartarico,
propionato di sodio, esametilentetramina..sono nomi difficili,
indicati attraverso delle sigle che vanno da E 100 a E 967..si
tratta di coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti,
addensanti, gelificanti, aromatizzanti e dolcificanti.

Che cosa sono i coloranti? Questi “cosmetici alimentari”
sono senz’altro i più inutili tra gli additivi. Alcuni sono
derivati del petrolio. Le sigle di questi additivi vanno da E 100 a
E 180. Molti sono da evitare, e sebbene alcuni siano ritenuti non
pericolosi, sarebbe meglio cercare comunque di consumare alimenti
che non ne contengono.
Che cosa sono i conservanti? Si usano per bloccare la
moltiplicazione dei microrganismi, e quindi allungare la vita del
prodotto, le loro sigle sono comprese tra E200 e E 299. Tra i
conservanti, i benzoici possono dare allergie e intolleranze, e i
solfiti distruggono la vitamina B1. Come per i coloranti, sarebbe
bene non assumerne.
E gli antiossidanti? Evitano che il cibo diventi rancido,
che cambi colore. Le loro sigle vanno da E 300 a E 341. Alcuni
possono dare irritazioni allo stomaco o alla pelle, altri sono
più pericolosi per i bambini, e altri ancora possono
alterare i livelli di calcio e fosforo.
Addensanti e i gelificantisono ritrovati che servono
ad aumentare la consistenza del cibo, i gelificanti lo fanno
trattenendo l’acqua e, appunto gelificandoli. Le loro sigle sono
comprese tra: E 400 e E 466. Sono presenti soprattutto in dessert,
budini e creme, formaggini, zuppe, salse e salumi, e sebbene non ce
ne siano di considerati tossici, in ogni caso è sempre
valido il consiglio di evitarne l’uso.
Che cosa sono gli emulsionanti? Sono sostanzialmente dei
grassi e vengono usati per miscelare tra di loro prodotti che
altrimenti non potrebbero legare, come ad esempio l’acqua e l’olio;
ma anche per rendere friabili i prodotti da forno. Le loro sigle
sono comprese tra: E 470 e E 483.
La parola aromatizzantispesso viene tradotta con “aromi”, ma
è un’insidia, perché spesso sono aromi artificiali
derivati dal petrolio, e i più diffusi sono i glutammati
usati nei dadi da brodo e nella cucina cinese. Tra gli
aromatizzanti troviamo gli esaltatori di sapidità, che
possono dare reazioni allergiche, nausea, vomito e diarrea. Le loro
sigle vanno da: E 620 a E 640. Purtroppo, anche se sono
tendenzialmente non raccomandabili, soprattutto se consumati
indiscriminatamente, non sono dichiarati fuori legge.
Che cosa si intende per dolcificanti? L’attenzione si
rivolge a quelli sintetici, come acesulfame, aspartame, saccarina
(per citare solo alcuni tra i più famosi): le loro sigle
vanno da E 927b a E 967. Questi additivi hanno un potere
dolcificante molto più alto dello zucchero, e l’insidia
maggiore è la massiccia assunzione quotidiana per la
presenza negli alimenti “light” e “alla moda” e a causa della
pubblicità che tace completamente la loro dubbia
innocuità.

La legge dice che gli additivi alimentari sono ammessi solo se
presentano un vantaggio per il consumatore, ma il vantaggio di
avere un prodotto più attraente in realtà è
solamente a favore del produttore e del venditore.
Perché la maggior parte degli additivi sono considerati da
evitare, ma le leggi continuano a non proibirne l’uso?
Attenzione a ciò che consumiamo! In particolare fare
attenzione a quello che i nostri figli consumano – è facile
fargli prendere cattive abitudini alimentari perché la
maggior parte dei bambini non sono in grado di limitare l’uso di
certi prodotti, specialmente se vengono proposti in versione
dolciume.

Mario Castoldi

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