L’Inghilterra

In un dibattito pubblico iniziato sulla BBC il governo inglese si

Sarà tutto un’effetto collaterale dell’uragano Ivan?
Fatto sta che Tony Blair è stato spronato da Michael Howard,
leader dell’opposizione conservatrice, con l’accusa di sperperare
le occasioni per mettere in piedi una strategia contro il
cambiamento del clima. Per rispondere Blair si è rivolto per
la prima volta con un lungo discorso sull’ambiente al pubblico: “Se
è corretto quello che la scienza ci dice sul cambiamento del
clima, allora ci saranno conseguenze catastrofiche per il mondo. E
quasi certamente la scienza ha ragione”, ammetteva.

Continuava nel dichiararsi scioccato dalle ultime pubblicazioni
degli scienziati dove emerge come si stanno accelerando i
cambiamenti climatici. Elencava i (pochi) progressi che ha fatto la
Gran Bretagna in questioni ambientali negli ultimi anni, accennava
l’adesione al Protocollo di Kyoto e gli impegni che questo
comporta. Ha sottolineato il problematico squilibrio che si
verifica nell’ emettere leggi anti-inquinamento tra l’impatto
sull’ambiente e sull’elettorato perchè “le conseguenze di
misure ambientali si vedono solo una generazione dopo”. Ha
dichiarato anche la sua intenzione di sviluppare tecnologie nuove
come l’energia solare.

Il G8 del 2005 si terrà in Scozia e Blair non intende
sprecare quest’occasione: spingerà affinché i governi
accettino l’evidenza scientifica e si esprimano concretamente su
come accelerare le misure contro l’inquinamento. Un altro “cavallo
da battaglia” sarà sul problema del crescente traffico
aereo: l’industria dell’aviazione, molto inquinante, verrà
spinta per entrare finalmente nel sistema europeo del mercato delle
emissioni, visto che il carburante per gli aerei è tax-free!

Sia Howard che Blair erano molto “filo-europei” nei loro
discorsi sull’ambiente. Howard addiritura sottolineava che la Gran
Bretagna aveva sostenuto gli Usa nella guerra all’Iraq, mentre
questi non stanno sostenendo il protocollo di Kyoto. E Blair
dichiarava che cercherà con ogni mezzo di far firmare agli
Usa il Protocollo, e di avvicinarlo anche a paesi emergenti come la
Cina e l’India.

Resta da dire che gli ambientalisti inglesi si sono fatti vedere
molto sorpresi che Howard e Blair si interessino improvvisamente,
dopo anni di silenzio, di ambiente, clima e inquinamento.

Rita
Imwinkelried

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