L’insegnamento della Terra. La Fertilità

Qual

L’essere umano che ha fatto sua la Fertilità come
caratteristica dell’elemento Terra, realizza la necessità
della “collaborazione” per poter tradurre la fertilità nella
sua esperienza.
Popoli di tutto il mondo, dalla Scandinavia alla Nuova Zelanda, dal
Nord America al Giappone, hanno sempre creduto nell’esistenza di
un’unica madre-terra e di un unico padre-cielo che, insieme,
sostengono e nutrono il mondo che attraverso di loro si
manifesta.
Collaborazione fra simili significa, infatti “avere una sola
terra”, una sola madre, quindi un unico suolo che ci accomuna,
verso il quale va convogliato il lavoro di tutti (dal latino
cum-labor) e per il quale va condiviso lo sforzo.

La fertilità, comunque si manifesti, è sempre frutto
di una cooperazione: l’uomo “più” la donna sono fertili
poiché solo insieme, nella collaborazione, uomo e donna la
possono realizzare.
Ma l’insegnamento della Terra va assai oltre e, soprattutto ai
nostri giorni, in cui l’intero pianeta vive un momento di grande
pericolo, comprenderlo e realizzarlo è di essenziale
importanza: collaborare con la Terra significa non depredarla, ma
riconoscerla e ringraziarla. E’ giusto utilizzare ciò che
abbiamo intorno, chiederne la collaborazione, ma è
più giusto farlo in accordo con chi ce lo concede.
Collaborazione è anche scambio fra gli uomini. E non
è solo una questione culturale: la collaborazione è
vitale poiché, senza di essa, è sofferenza e
solitudine. Collaborare significa non continuare a dire all’altro
“hai sbagliato”, ma mettere a frutto il proprio esempio personale,
mettere a disposizione degli altri ciò che sento
profondamente mio. La “non collaborazione” è un’antitesi
alla vita.

Anche se la Via è personale, tuttavia nessuno può
realizzarsi da solo: collaborare, come insegna la Terra, vuol dire
dividere i compiti e distribuire le funzioni, accettare di cantare
ciascuno il suo pezzo di canzone. Questo è valido anche in
senso negativo poiché, per criticare o porsi in antitesi con
qualcosa o con qualcuno, è comunque necessario immergersi in
una collaborazione, vale a dire “comprendere” ciò che non si
approva e, quindi, si rifiuta.
Quando riconosciamo, infine, ciò con cui stiamo
collaborando, quando arriviamo a sentirlo in noi, allora ne
comprendiamo l’energia, la manifestazione, e possiamo accettarlo
per quello che è. Non esiste più differenza che
divide. “Comprendere” allora, significa aver incontrato qualcosa
attraverso la collaborazione. E’ il secondo grado di realizzazione
nella Via della Terra.

Loredana Filippi

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