Viaggiare responsabile

Viaggiare in maniera responsabile sembra una cosa semplice, ma in realtà non è così. alcuni consigli per un buon comportamento

Viaggiare in maniera responsabile sembra una cosa semplice, ma in
realtà non è così.
Avere il piacere di viaggiare non sempre significa saperlo fare.
Che il turismo sia la principale industria del globo e un settore
in crescita esponenziale è cosa ormai assodata. Tuttavia,
con un’attenta analisi degli effetti dei viaggi scopriamo che il
nostro momento di evasione può avere effetti molto negativi
su ambiente, cultura, società ed economie dei paesi di
destinazione.

L’impatto del turismo di massa è rilevante dal punto di
vista ambientale e frequentemente inutile da quello culturale:
spesso gli impianti turistici non sono sostenibili per l’ecosistema
locale (pensiamo ad esempio al mantenimento dei campi da golf in un
paese dove l’acqua scarseggia per i suoi abitanti). Inoltre il
turiamo, soprattutto nei paesi esotici, non contribuisce
all’economia locale, in quanto ciò che resta può
variare, a secondo del paese di destinazione, dal 10 al 45%. Il
maggior guadagno rimane a vantaggio dei paesi del nord del mondo,
alle voci “recupero investimenti fatti” e “fornitura prodotti”
fondamentali per la vita dei turisti!

Come comportarsi allora?

Innanzitutto fare attenzione alla scelta del luogo di destinazione,
informandosi sulla situazione sociale del paese: conoscere la
comunità ospitante consente un maggior rispetto delle
diversità culturali e una disponibilità di
adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri.
Evitare grandi alberghi o mega aziende (ci sono associazioni,
organizzazioni non governative, cooperative e tour operator che
propongono viaggi etici).
No al tutto compreso, preferire la cucina locale, utilizzando il
meno possibile i servizi e i beni di importazione.
Considerare i problemi di carattere ambientale e preferire i
trasporti pubblici.
Cercare il contatto con la popolazione locale, facendo però
molta attenzione: spesso gli abitanti del luogo, osservando i
turisti, ricavano un’immagine fuorviante della società
occidentale, che vorrebbero emulare.
Infine ricordare che “il turista è ospite in casa d’altri”:
le comunità locali devono mantenere il diritto di scegliere
se e come accoglierlo.

Elisabetta Pajè

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