L’uomo che corre

David Grossman Mondadori

Romanziere, saggista, scrittore per bambini, ma soprattutto
israeliano, questo è David Grossman. Di lui, in Europa,
siamo abituati a leggere gli articoli di commento sulla situazione
mediorientale, ospitati dai più prestigiosi quotidiani, e ad
ascoltare le interviste nei momenti di massima crisi. Attivo nella
ricostruzione di un tessuto civile che permetta la convivenza tra
ebrei e palestinesi, questo sensibile intellettuale ha sempre al
centro del suo narrare la patria e con essa la vita ferita di chi
vi abita.

Esattamente come i protagonisti dei cinque racconti de “L’uomo che
corre”, coinvolti in un conflitto interiore che non è meno
grave di quello che si trovano a combattere all’esterno. Al
travaglio del disertore, corrisponde il prezzo pagato dal soldato
per mantenere la posizione, all’irrazionalità di adolescenti
senza bussola, corrisponde il silenzio di moralisti che non sanno
dare risposte ai loro figli. Ogni storia sembra ribaltarsi su di
un’altra opposta e contraria, quasi a dimostrare che in una
società incancrenita dalla guerra, non esiste reazione,
decisione o strategia di vita che non sia lacerante e al contempo
giusta e ingiusta.

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