La “Carta dell’acqua”

Si

Tre miliardi di persone riescono con difficoltà ad accedere
all’acqua. Di queste, circa un miliardo e trecento milioni sono
completamente prive di acqua da bere.
Ma la sete è un problema purtroppo destinato ad aggravarsi.
Unisco e Oms denunciano che “Seimila persone al giorno, due
milioni di bambini, muoiono per mancanza d’acqua potabile e scarsa
igiene. Ma gli investimenti per fare fronte al problema sono al di
sotto della soglia minima”
. Come sempre sono i paesi in via di
sviluppo a farne le spese: solo in Africa si registrano seimila
morti al giorno, due milioni di morti l’anno. E con l’aumento della
popolazione 17 nazioni africane riusciranno ad avere accesso
all’acqua potabile solamente fra dieci anni. Per i ministri
africani dell’ambiente, l’acqua è da considerarsi il vero
motore dello sviluppo sostenibile.

A Bonn oltre mille rappresentanti di governi, organizzazioni
internazionali governative e non, hanno dibattuto insieme a
studiosi dell’ambiente su come rendere più accessibile
l’acqua potabile a tutta l’umanità. Il documento che
è scaturito da questo incontro è la nuova Carta
dell’acqua
. Firmato a Bonn, il documento, dovrà essere
presentato e ufficializzato il prossimo agosto a Johannesburg, nel
corso dell’Earth Summit.

La carta contiene una serie di indicazioni approvate dalla
maggioranza dei delegati presenti: venticinque punti che prevedono,
tra l’altro, nuove tecnologie e capitali privati. Comunque i
delegati si sono espressi contro la privatizzazione dell’acqua.
Decisione sintetizzata dalle parole del Ministro dell’ambiente
tedesco Juergen Trittin che ha ribadito un secco no alla
privatizzazione, sottolineando che “ciò che vale per
elettricità, gas e telecomunicazioni non può essere
applicato all’acqua potabile. Insostituibile, come l’aria che
respiriamo”.
Il documento firmato a Bonn chiude con una nota di speranza:
“C’è acqua sufficiente per tutta l’umanità, a
patto di cambiare il modo in cui è gestita”
.

Betti Pajè

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