La chimica invisibile

Siamo al Market Place of Innovation, l’annuale ed itinerante esposizione, in cui la casa tedesca Basf sfoggia i suoi prodotti più innovativi e tecnologici.

L’accoglienza è quella tipica tedesca: ordinata, sobria,
essenziale; l’occasione quella giusta per presentare alla stampa
l’andamento economico della società. Direttamente dalla voce
del vicepresidente del gruppo, Erwin Rahue, figura autorevole e
carismatica, si deduce lo stato di salute dell’azienda, che cresce
sia nel fatturato, sia negli investimenti.

In un padiglione appositamente costruito, si articolano otto
stand espositivi ospitanti il Market Place of Innovation, l’annuale
ed itinerante esposizione, dei prodotti più innovativi e
tecnologici, ultimi nati in casa Basf.

È così possibile toccare con mano le future
applicazioni della nanotecnologia, alle quali il gruppo chimico sta
lavorando: un nuovo modo di concepire i materiali di futura
generazione, che saranno in grado, grazie alla loro composizione
molecolare, di aumentare capacità di assorbimento sia di
energia che di sostanze finora inimagginabili.

Importanti per Basf i settori delle verniciature e dei prodotti
per l’edilizia, per i quali presenta prodotti di nuova concezione,
che ridurranno visibilmente costi e tempi di applicazione: ad
esempio, nel rivestimento di infissi e serramenti, basterà
applicare una sottilissima pellicola che impermeabilizzerà
il legno in circa un’ora, anziché in due giorni.

Interessante, anche se da testare e da valutarne l’impatto
ecologico, l’applicazione del poliuretano per incollare
letteralmente piccoli sassi e ghiaia, da utilizzare poi nel
ripascimentio degli argini e delle coste a rischio.

Su tutti spicca certamente la ricerca sulle applicazioni
dell’idrogeno per produrre energia. Basf ha concepito delle nuove
membrane elettrolitiche, in grado di produrre energia elettrica,
partendo da idrogeno e metanolo.

Molti sono comunque gli investimenti della società nel
campo degli agrofarmaci e della nutrizione (133 milioni di euro di
fatturato solo in Italia) e nel settore, ben più ostico,
delle biotecnologie.

La chimica corre a passi da gigante verso il futuro, dimostrando
ancora una volta che una grande corporation ha però grandi
responsabilità verso l’ambiente. Per distruggerlo. O per
preservarlo.

Rudi
Bressa

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