La CO2 piace alla terra

Alcuni gruppi industriali fanno pressing sulle autorit

All?inizio dell?anno la Commissione Ue ha proposto una direttiva
per regolamentare lo stoccaggio della CO2 nel sottosuolo. Una
proposta che sarà vagliata dall?Europarlamento dopo
l?estate. Nel frattempo l?esecutivo europeo intende facilitare la
costruzione di 12 impianti dimostrativi entro il 2015, che
richiedono investimenti nell?ordine dei miliardi di euro. Ma non
è ancora chiaro chi paga e quanto.

?Credo che non sia una tecnologia prioritaria per l?Unione
Europea, che non dovrebbe metterci enfasi e soldi?, ha detto Monica
Frassoni, co-presidentessa dei Verdi al Parlamento europeo, a
margine di una conferenza sulla cattura e lo stoccaggio della CO2
che si è svolta a fine maggio a Bruxelles.

?È sbagliato dire che tutte le tecnologie sono uguali:
dobbiamo scegliere. E la scelta è molto semplice: efficienza
energetica ed energie rinnovabili?.

L?eurodeputata italiana teme che le risorse europee vengano
dirottate a danno di fonti rinnovabili e risparmio energetico,
visto che la Commissione Ue è sottoposta a pesanti pressioni
da parte di alcune lobby. ?In un certo senso è quello che
vuole l?industria: le aziende dicono che è urgente, urgente,
che la tecnologia non è ancora pronta, dobbiamo crearla,
dateci i soldi per farlo?, ha aggiunto la leader dei Verdi
europei.

Andris Piebalgs, commissario europeo all?Energia, ha ribadito
che le energie rinnovabili rimangono al centro della politica
energetica comunitaria. Ma ha ammesso che, in un modo o nell?altro,
bisogna ancora fare i conti con gli idrocarburi.

?Non stiamo deviando affatto, ma sappiamo che i combustibili
fossili continueranno ad essere usati, e dobbiamo ridurre a zero le
emissioni. E l?unico soluzione che conosciamo oggi è la
cattura e lo stoccaggio della CO2?, ha chiosato Piebalgs.

Gianluca Cazzaniga

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