La comunicazione

Comunicare

Insieme al linguaggio verbale, che si esprime attraverso le parole,
la comunicazione avviene anche attraverso i gesti, l’atteggiamento
corporeo, il tono della voce, il silenzio e molti altri elementi
come la scelta, la durata degli interventi e il contesto in cui si
sviluppa.

La pragmatica della comunicazione, nata a Palo Alto in California
intorno agli anni ’60, studia il modo in cui la comunicazione
influenza il comportamento degli interlocutori. Ogni essere umano
possiede una struttura unica e complessa di pensieri, sentimenti ed
emozioni che entrano in gioco non appena si trova in rapporto con
gli altri.
Tra gli assiomi di base della pragmatica, troviamo i seguenti:

E’ impossibile non comunicare
Tutti i comportamenti, non solo le parole, sono comunicazione,
quindi anche il silenzio o l’uscire da una stanza sono messaggi che
influenzano il comportamento altrui.

Il canale numerico e quello analogico
Il secondo principio è il seguente: “La comunicazione
utilizza due canali, uno numerico – il linguaggio delle parole – e
uno analogico” – il linguaggio dei gesti e del corpo.
Affinché il messaggio sia efficace è fondamentale che
tra i due canali ci sia congruenza. Ad esempio, se a parole si
afferma qualcosa – come “ti ascolto” -, ma al tempo stesso si fa
tutt’altro – come riordinare le proprie carte – saranno questi
gesti a dare l’impronta alla comunicazione mettendo l’altro a
disagio.

Il contenuto e la relazione
“Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione”:
il primo si riferisce a ciò che viene detto – il contenuto
vero e proprio – e il secondo a “come” viene detto. Se c’è
accordo sul piano relazionale, è possibile il confronto a
livello dei contenuti ed è possibile trovare un accordo o,
quanto meno, una sensazione positiva di confronto e scambio. Se, al
contrario, manca l’intesa sul piano relazionale sarà facile
scivolare in un senso di insoddisfazione e frustrazione nonostante
il possibile accordo sui contenuti.

Non esiste un concetto assoluto di comunicazione perfetta, ma
prestando attenzione alla complessità dell’atto comunicativo
e al proprio stile comunicativo si può arrivare ad una
comunicazione che raggiunge gli obiettivi che si prefiggeva, ma
soprattutto che permette un vero scambio con l’altro e
l’instaurarsi di positive relazioni interpersonali.

Dianora Casalegno
Psicologa Psicoterapeuta

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