La comunicazione vien mangiando

L’alimentazione dei bambini rappresenta un importante momento per rafforzare la relazione con i genitori, e per consolidare il contatto emotivo e affettivo di entrambi.

Nei primi anni il cibo diventa un elemento che favorisce il
contatto fisico, e quindi emotivo, con la madre. Già prima
della nascita il feto viene alimentato attraverso il cordone
ombelicale e dopo la nascita, attraverso la suzione del capezzolo
il bambino si nutre, ma anche si tranquillizza e rafforza la
relazione con la madre stessa.

Successivamente i genitori insegnano al figlio come stare a tavola,
come usare le posate e come non sporcarsi con il cibo. E quando il
bambino si rifiuta di mangiare alcuni alimenti, spetta ai genitori
il compito di convincerlo, usando mille espedienti per stimolarlo a
sperimentare.

Se il bambino, ad esempio, non vuole mangiare la verdura,
bisognerà convincerlo dell’importanza di questo tipo di
alimento. Per fare ciò sarà inutile parlargli delle
carenze di vitamine, ma bisognerà trovare nel suo mondo
argomenti convincenti, utilizzando personaggi delle fiabe e dei
cartoni animati (ad esempio Braccio di Ferro) o comunque che fanno
parte dell’immaginario infantile.

La scelta stessa del tipo di alimentazione contribuisce a favorire
la comunicazione, basti pensare ai genitori vegetariani che devono
spiegare ai figli come mai non mangiano alla stessa maniera dei
loro piccoli amici.

Tutto ciò diventa utile per i genitori stessi che vengono
stimolati a immergersi nel mondo dei propri figli, aiutandoli a
comprendere meglio le loro emozioni.

Il cibo quindi diventa un collegamento bidirezionale che rinforza
il contatto emotivo e affettivo di entrambi. L’utilità di
questa funzione risulta particolarmente importante in questo
momento storico, dove la cena serale, spesso, diventa l’unico
momento in cui la famiglia si riunisce e il bambino ha finalmente
la possibilità di stare con i genitori e i fratelli.

Dr. Stefano Cagno
Dirigente Medico Ospedaliero, disciplina Psichiatria

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