La donna nel Buddhismo

Domenica 10 novembre 2002, presso il Centro Mandala, si

Il Buddha Sakyamuni ha sempre sottolineato che la pratica buddhista
è accessibile a chiunque, senza discriminazioni di casta,
genere, condizioni culturali, e che tutti, maschi e femmine, hanno
identiche opportunità di raggiungere l’illuminazione.
Antichi testi buddhisti ricordano inoltre straordinarie figure di
monache, mistiche e regine sagge e devote.

Ora che il buddhismo vive una sempre crescente notorietà,
viene però spontaneo chiedersi quale sia la condizione della
donna, in un contesto religioso in cui i retaggi di una tradizione
orientale millenaria si fondono con le esigenze dell’evoluzione
spirituale, culturale e sociale che caratterizza oggi la dimensione
femminile sotto tutte le latitudini. Anche nei paesi asiatici, in
una realtà sociale che cambia ispirandosi ai modelli
occidentali, le donne iniziano a cercare un ruolo comprimario.

Sono intervenuti come relatori:
– la Ven. Sönam Chökye, monaca buddhista e
scrittrice;
– Carla Gianotti, tibetologa, studiosa di buddhismo e autrice di
una nuova traduzione della Vita di Milarepa (Utet, Torino
2001);
– il Ven. Paljin Tulku Rinpoce, direttore spirituale del Centro
studi tibetani Mandala di Milano e di numerosi altri Centri
buddhisti in Italia e all’estero.

Ecco gli estratti di alcuni interventi:

La figura femminile
nella società tibetana

In un momento in cui il buddhismo vive, nel nostro paese e in tutto
l’occidente, una sempre crescente notorietà, viene spontaneo
chiedersi quale sia la condizione della donna, in un contesto
religioso in cui i retaggi di una tradizione orientale millenaria
si fondono con le esigenze dell’evoluzione spirituale, culturale e
sociale che caratterizza oggi la dimensione femminile sotto tutte
le latitudini.

Nagarjunakonda
Uno dei centri buddhisti più vitali e prosperi dell’India
antica.

  • Il dharma di una
    regina buddhista

    L’immagine di donne devote ed eminenti, storicamente responsabili
    della prosperità del buddhismo in alcune zone dell’India
    meridionale, trova un’interessante trasposizione letteraria in un
    testo filosofico buddhista intitolato “Shrimaladevisimhanada sutra”
    (Il ruggito di leone della regina Shrimala).

La regina
Shrimala e le tre grandi aspirazioni


La regina Shrimala, di fronte al Buddha dopo i dieci grandi voti,
pronuncia le tre grandi aspirazioni.

a cura di

Mandala Centro Studi Tibetani

Articoli correlati