La figura femminile nella società

Riflessioni sulla condizione della donna, in un contesto religioso in cui la tradizione orientale millenaria si fonde con le esigenze evolutive femminili

Le donne asiatiche vivono pienamente il buddhismo e cercano
umilmente un ruolo nuovo e comprimario, in una realtà
sociale, quella dei loro paesi, che cambia riproducendo modelli di
vita ispirati alla società globale.

Le donne occidentali, approdate al buddhismo in tempi recenti, dopo
esser passate attraverso il femminismo e l’indipendenza economica,
richiedono con sicurezza istruzione, autorevolezza, accesso al
potere. Fra le buddhiste d’occidente e quelle d’oriente il divario
esistenziale è ancora troppo grande perché si possa
costituire una comune piattaforma di ricerca, ma qualcosa si sta
muovendo ed i numerosi congressi, dibattiti e incontri che si
svolgono fra donne buddhiste mettono in risalto lo sforzo di due
mondi differenti, che dialogando cercano di avvicinarsi e vogliono
diventare uguali. Sarà di certo un mutamento complesso e
laborioso, i cui frutti, maturati lentamente nel tempo, sapranno
portare ad un maggiore livello di libertà e dignità
la donna, indicata nell’amore di madre come la più completa
espressione della compassione, suprema virtù nell’etica
buddhista.

Il Buddha Shakyamuni ha sempre sottolineato che la pratica
buddhista è accessibile a tutti, senza discriminazioni di
casta, genere, condizioni culturali, e che tutti, maschi e femmine,
hanno identiche opportunità di raggiungere l’illuminazione.
Rivoluzionaria per il luogo e l’epoca (l’India di 2500 anni fa), fu
la sua decisione di promuovere l’associazionismo, raggruppando in
comunità monastiche autonome donne provenienti da tutte le
classi sociali.


Paljin Tulku

Articoli correlati