Professione genitori

Finché la fantasia dei genitori si esprime in un ventaglio molto ampio di possibilità, l?avvenire del bambino rimane aperto

L?uomo, prima ancora che egli nasca, proietta sul figlio una
futura realtà, con contorni precisi, come i comportamenti e
i progetti che lo legheranno al figlio. E? quindi un modo molto
attivo e concreto di immaginare il figlio e la relazione con lui
basata sul “fare insieme”.
La donna, invece, tende a immaginare il bambino ancora come parte
di sé, all?interno del suo corpo e della sua mente. E lo
immagina già nato: è un bambino ancora molto piccolo,
da stringere fra le braccia, da nutrire, coprire, riscaldare,
coccolare, ecc…

Finché la fantasia dei genitori si esprime in un ventaglio
molto ampio di possibilità, l?avvenire del bambino rimane
aperto, non pregiudicato dai loro desideri. Se gli si lascia
spazio, sarà poi il bambino stesso a pretendere, a poco a
poco, di essere accettato per ciò che è e non per
ciò che avrebbe potuto essere.
Non va comunque dimenticato che, anche se durante la
gravidanza
, mamma e bambino formano un corpo unico, si
tratta al tempo stesso di due persone distinte, ognuna con un
proprio destino e un proprio progetto di vita. Il bambino nasce
infatti libero, e costruire limiti per chi nasce libero è un
delitto.

Fino che il bambino è piccolo, ingenuo e portato a credere a
tutti, è facile che venga a trovarsi nella rete delle
costrizioni, ma poi, a mano a mano che ne prende coscienza, sente
che gli manca l?ossigeno, la luce e lo spazio vitale di cui ha
bisogno per la sua crescita. Ed è così che nasce
l?infelicità e la perdita della stima di sé, che
porta all?inversione di marcia.

La strada in salita diviene un percorso in discesa…

La strada in salita diviene un percorso in discesa, un tragitto
di ripiego, un cammino all?inverso, una resa, un?oscura ritirata.
Di fronte a una disparità di forze, il bambino si adegua per
garantirsi la sopravvivenza. Ma questa accettazione obbligata
è il seme della ribellione, della prepotenza e della
violenza. Un?incomprensione, infatti, può rallentare una
crescita più della mancanza di un pasto.

Per crescere ci vuole soprattutto Amore. La mancanza di Amore, di
gioia, di armonia con sé e con gli altri porta
inevitabilmente alla malattia e alla rottura del proprio
equilibrio.

Oggi il desiderio di paternità è più legato a
sentimenti, sogni, fantasie, spesso inconsci.
Il figlio che l?uomo desidera è un bambino immaginario, come
la parte migliore di sé, ciò che avrebbe voluto
essere e non è stato, un bambino al quale dare tutto
ciò che avrebbe voluto avere e che non ha avuto. E questo
rende l?uomo più incline a raccogliere i messaggi e le
fantasie inconsce, legate a un sogno di paternità più
affettivo che sociale.

Ora sta emergendo una nuova figura di
padre
, un padre che sa scendere dal suo piedestallo
per vivere in sintonia con la propria donna e il proprio
bambino.
Questo nuovo padre è più a contatto con le esperienze
quotidiane, anche perché oggi l?uomo è più
capace di un tempo di accettare e utilizzare le componenti
?femminili? della propria personalità, come la tenerezza. Si
tratta di una trasformazione del tutto nuova, ancora in atto.

Si assiste a una maggiore capacità da parte dell?uomo di
condividere quel misterioso evento che la donna vive dentro di
sé con la
gravidanza
. E lo dimostra in molti modi, anche
attraverso la tenerezza del contatto corporeo, della vicinanza
fisica e non solo sessuale, come quando accarezza il pancione o vi
accosta l?orecchio per sentire il battito cardiaco del bambino.
Il padre partecipa alla felicità, alla soddisfazione,
all?orgoglio della donna per il bambino che cresce dentro di lei ma
anche alle sue ansie, alle sue preoccupazioni: la accompagna dal
ginecologo, ai corsi di preparazione al parto, sceglie con lei il
corredino, la culla, il nome.

Diventare genitori non è un episodio circoscritto nel tempo,
ma dura tutta la vita e comprende i compiti collegati ai ruoli e
alla posizione che ciascun soggetto occupa all?interno del sistema
familiare.


Bianca Buchal

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