La Groenlandia si fa sfruttare

La Groenlandia ha approvato una legge per lo sfruttamento delle sue risorse naturali nelle aree in precedenza coperte dai ghiacci anche attraverso l’impiego di lavoratori stranieri.

Il governo dell’isola, territorio d’oltremare della Danimarca,
è stato criticato perché la sua decisione crea un
precedente inaspettato sul tema dell’estrazione di risorse
minerarie e petrolifere nelle regioni artiche alimentando la corsa
allo sfruttamento che, se non regolamentata in modo adeguato,
rischia di mettere in pericolo l’intero ecosistema.

 

L’altra fonte di insoddisfazione riguarda la
possibilità di impiegare manodopera a basso costo, ad
esempio cinese, che potrebbe portare a un peggioramento delle
condizioni dei lavoratori locali.

 

La Groenlandia è ricca di risorse
quali ferro, zinco e altri minerali indispensabili per lo sviluppo
di tecnologie avanzate, come quelle utilizzate dagli smartphone. A
essere soddisfatte sono solo le imprese, come la compagnia
britannica London Mining Plc che sta pianificando l’apertura di una
grande miniera di ferro nei pressi della capitale Nuuk.

 

Per gli ambientalisti questa decisione non è altro che
un colpo basso a cui bisogna reagire per evitare che le regioni
polari vengano vendute al miglior offerente.

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