La Laguna del Diablo

Repubblica Dominicana. Foreste verdi, spiagge sull’oceano e tragitti lontani dalle rotte turistiche, per incontrare donne e uomini sorridenti. Ecco il primo quadro: un laghetto tiepido nella foresta.

Samanà, la si conosce per le registrazioni d’una passata
edizione dell’Isola dei Famosi. Playa Rincon è una delle
più incantevoli
spiagge
del mondo. Ma lì nel mezzo c’è
un sentierino immerso nella foresta più nascosta che
conduce… a uno specchio d’acqua unico al mondo.

Si chiama Laguna del Diablo. Dicono perché per alcuni
giorni durante la Quaresima si tingesse di rosso, rosso sangue. Non
sembra vero: è tutto turchese, giallo, azzurro e verde
questo laghetto d’acqua né dolce, ne salata, a cui si
può arrivare solo a dorso di cavallo in due ore d’inerpicato
cammino.

Questa tiepida gemma liquida incastonata nella natura dominicana
quasi non è tracciata nelle rotte del normale turismo, ma
è un peccato perché il complesso dell’accoglienza –
dall’affitto dei cavalli alla ristorazione – è gestito dal
‘Grupo Mujeres del Futuro’, un gruppo di donne che partecipano
attivamente all’impresa che può quindi definirsi in pieno
“turismo responsabile”. Lavorano, organizzano i pasti, gestiscono i
proventi, crescono, offrendo il contorno di questo piatto d’acqua
splendente.

Passo dopo passo, un solco di roccia e sabbia rossa con
tutt’intorno una foresta in piena esplosione di verde, piante,
fiori, si trasforma con brevi tratti ripidi in una valle da morbidi
brividi. L’acqua è carezzevole, il ristoro nella capanna
soprastante caratteristico, e dopo aver fatto il bagno ci si
ritrova i capelli setosi come dopo un balsamo.

L’indirizzo preciso è “km 10 de la Carretera hasta Playa
Rincon”.
Se si è in Repubblica Dominicana
(la cui
capitale è Santo Domingo) basta dare un’occhiata al sito,
scrivere una mail o telefonare con un paio di giorni d’anticipo. Le
persone del posto, gentili, sorridenti, gioviali e ricche di molto,
molto decoro, fanno trovare i cavalli (bardati di scomodissime
“selle” di legno e paglia, pazienza) e tutta l’assistenza
necessaria per scoprire questa nuova oasi di natura. Ma
soprattutto, fanno trovare un luogo indimenticabile. D’altronde
siamo nell’ambito del progetto d’ecoturismo Guariquen, che
nell’antica lingua indigena taìno significa “vieni a
vedere”.

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