La leggerezza vien mangiando

Quando siamo nervosi, ansiosi, o anche depressi, a volte è sufficiente fermarsi a bere anche un semplice bicchiere d’acqua con calma per riuscire a staccare il cervello e recuperare energia.

Quando siamo nervosi, ansiosi, o anche depressi, a volte è
sufficiente fermarsi a bere anche un semplice bicchiere d’acqua con
calma per riuscire a staccare il cervello e recuperare energia. Non
ha importanza il “cosa” ma il “come”! Rivolgere l’attenzione verso
il gusto, verso il sapore, verso l’aspetto del cibo, mangiare prima
con gli occhi e poi con la bocca, masticare piano, regalarsi uno
spazio, breve o lungo che sia, dedicato ad un altro modo di avere
cura di noi stessi.

Anche se abbiamo a disposizione solo mezz’ora di pausa pranzo,
cerchiamo di utilizzarla al meglio, evitando di parlare di lavoro o
di argomenti che ci innervosiscano, impedendoci così di
godere di ciò di cui ci stiamo cibando.

Evitiamo di ingurgitare il cibo in modo frettoloso ed ossessivo,
diamoci tutto il tempo necessario per permettere al corpo di
rilassarsi (cervello compreso).

Se abbiamo la fortuna di potere mangiare a casa, cerchiamo sempre
di apparecchiare la tavola con cura, di sistemare i cibi al meglio
sulla tavola, non lasciamo il servizio buono solo per le grandi
occasioni, ma utilizziamolo anche in quei momenti in cui ci
sentiamo depressi o in cui abbiamo bisogno di essere gratificati e
coccolati: solo guardando la tavola imbandita il nostro umore
migliorerà a vista, scacciando via tutti i malumori. E non
ha importanza se viviamo da soli: a maggior ragione, in questo caso
è fondamentale coccolarsi e dimostrarci amore anche a
tavola.

Impieghiamo dieci minuti in più per cucinarci le pietanze
che ci piacciono, invece di buttarci sui cibi precotti o in
scatola, ritroviamo il piacere di fare la spesa come quando eravamo
bambini e chiedevamo alla mamma di
comprarci tutte le cose deliziose che vedevamo, sperimentiamo
piatti nuovi o accostamenti azzardati, saremo solo noi a giudicarne
il risultato, e ci saremo divertiti a cucinare…

E provate ad immaginare la differenza, appena svegli, fra un
caffè in piedi e di corsa ed una tavola apparecchiata,
magari soltanto con delle tovagliette all’americana, con la
zuccheriera a portata di mano e la scatola dei biscotti? Già
di prima mattina ci siamo fatti una carezza per cominciare al
meglio la giornata e poter correre verso i nostri impegni.
Oltretutto questo insegna ai nostri figli a rispettarsi fin
dall’inizio della giornata, avendo cura del proprio corpo anche nel
modo di mangiare.

La trascuratezza nei confronti di quello che mangiamo è un
chiaro indice di mancanza di autostima: immettiamo nel nostro corpo
sostanze di cui neanche ci preoccupiamo di verificarne
l’assemblaggio, la provenienza, magari
neanche la scadenza. Trattiamo il nostro corpo come un paio di
vecchie ciabatte che ci trasciniamo dietro solo perché
c’è le hanno regalate e ci fa fatica comprarne un paio
nuove. Invece… trasformiamo il nutrirci in un atto
di amore verso noi stessi: permetteremo al nostro corpo di
assimilare meglio qualsiasi cibo, anche il più pesante ed
utilizzeremo uno dei metodi più facili e meno impegnativi
per donarci allegria, soddisfazione, tranquillità, ovvero la
leggerezza dell’anima e del corpo.

Simonetta Piazza

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