La liberazione dei pesci

Valentino Giacomin, un instancabile italiano che da anni vive in India dedicando la sua vita ed attività a salvare i pesci.

Ciao Carla,
domani andrò al Gange per liberare il primo gruppo di
fortunati pesci, novantadue chili in tutto! Dopodomani faremo
un’altra incursione sul Gange, per strappare alla morte altri
novantadue chili di “esseri senzienti”, sempre per tuo padre.

Se tu vedessi come reagiscono i pesci quando li portiamo in
barca! Fiutano l’acqua della salvezza e cominciano ad agitarsi
freneticamente. Alcuni fanno dei salti da acrobati, finendo fuori
dalle cassette e creando grossi problemi per il recupero,
perché sono vischiosi e sfuggono alla presa. Anche per
questo ci facciamo accompagnare da un esperto (pescatore?) che usa
una tattica speciale per immobilizzarli e riportarli nel
mucchio.

È una grande lezione sul karma. Ogni volta provo
sentimenti diversi. A volte penso: “Potrei essere io al loro
posto!”. Poi mi vengono alla mente i pesci rimasti, quelli meno
fortunati, che non sono finiti nel nostro cesto…

A volte, nel tragitto tra Sarnath e Varanasi, incontriamo gruppi
di capre che vengono portate al macello. Durante il Ramadan ne sono
state massacrate centinaia e centinaia. In passato siamo riusciti a
salvarne una ventina, ma costano. Alcune capre erano incinte,
quindi abbiamo salvato la vita di due creature!

Un fatto curioso e triste: spesso succede che queste capre
salvate sopravvivano solo per pochi mesi. Mi hanno spiegato che la
causa è lo stress da ‘condannate a morte’. Non scherzo! Le
capre che hanno visto altre capre sgozzate sono traumatizzate al
punto da morire di paura poco dopo.

Un fatto positivo: ho visto i miei studenti trasformarsi perfino
fisicamente, dopo tante liberazioni! Come ti ho già detto,
sono diventati esperti, riescono a contrattare il prezzo più
conveniente e sanno organizzare tutto il rito: taxi, acquisto del
pesce, trovare i portatori, tirare il prezzo con i barcaioli,
circumambulazioni attorno al mio canestro ‘sacro’, accensione degli
incensi, assistenza durante la puja officiata da ‘Valentino-ji’,
liberazione, offerte ai mendicanti, colazione da dieci rupie alla
solita baracca, ritorno a scuola contenti per la buona azione
compiuta.

Con i soldi che rimarranno della tua offerta, dopo aver detratto
le spese, cureremo un bambino che sta perdendo un occhio. E
dedicheremo anche questi meriti a tuo padre. Grazie per
l’opportunità che ci dai di continuare a fare delle buone
azioni! Un forte abbraccio, Valentino

Tratto da “Siddhi”, periodico di buddhismo Mahayana.

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