La malattia come informazione

La mente umana necessita del corpo fisico come supporto manifesto per esprimere le sue idee, i suoi pensieri e anche la malattia, come informazione

Troppe volte il concetto di malattia diviene lo spazio in cui
trovano posto tutti i valori negativi possibili, che il nostro
mondo ha ben pensato di elencare e codificare; malattia è
tutto ciò che l’essere umano meno desidera: è
sofferenza, dolore, privazione, morte. In senso più
metaforico, malattia è ciò che è disarmonico,
che “non lega”, che è “diverso”. Sotto questa luce, guarire
non può significare che sanare la frattura, tornare ad
allinearsi ed armonizzarsi con l’ordine generale.

E’ nota la metafora della cellula che decide di dichiararsi
anarchica: contesta e genera quindi scompiglio, disturbo, malumore.
Essa può, nella sua ribellione, aggregare altre cellule,
protestare a voce sempre più alta arrivando anche a lanciare
bombe pericolosissime. Se l’organismo non riesce a contenere il
fenomeno di protesta, se non riesce a sedarlo o ad “accettarlo”
inserendolo in un diverso equilibrio, questo può degenerare
e condurre all’autodistruzione del sistema.

La nuova medicina vede anch’essa nella malattia un allontanamento
da una situazione di equilibrio, con la differenza che l’elemento
disarmonico e disaggregante del sistema non è la malattia in
sé, con tutto il corteo di sintomi sgradevoli e indesiderati
ma, piuttosto, la situazione che ha dato agio a questa di
manifestarsi. Quella che, ad un esame sommario sembra presentarsi
come la “causa” del malessere, dei disordini e delle proteste, si
rivela invece come il sintomo di una insoddisfazione più
profonda e spesso ben celata. In altre parole, attraverso la
sintomatologia l’organismo fa passare il suo messaggio, fa sentire
la sua voce e chiede il cambiamento.

Le malattie, dunque, sono sempre latrici di informazioni. Non
esistono malattie senza significato. Esse ci mostrano dove abbiamo
abbandonato la giusta strada, ci costringono a fermarci e a porci
delle domande. Guarire pertanto, significa cogliere l’informazione
contenuta nella malattia; la terapia diviene, in quest’ottica, un
processo di apprendimento. Da questo punto di vista, sopprimere un
sintomo equivale ad ammutolire il messaggio che la malattia porta
con sé.

La medicina dei significati trasforma la malattia da nemica in
alleata: trovare un “senso” ai disturbi dell’organismo significa
comprendere il modo in cui l’esistenza si esprime, in cui sta
manifestando se stessa; l’io non si distingue dal corpo e non
può considerare questo come uno strumento separato da
sé.
Cosa vuol dire “senso”? Ogni processo organico, come ad esempio una
infiammazione, l’ipertensione, un edema, deve essere inteso come
simbolo e non solo come funzione. La faccenda consiste nel
decifrare il linguaggio organico; il compito, difficile ma
risolvibile, nel tradurlo in parole comprensibili alla nostra
anima.

Loredana
Filippi

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