La mano, reazioni cerebrali visibili

Uno stretto legame biofisiologico intercorre tra le emozioni registrate dal cervello e le note reazioni a livello della mano

Il filosofo tedesco Immanuel Kant definì la mano il
“cervello esterno” dell’uomo. In essa si manifestano una serie di processi cerebrali tradotte in linee.

Recentemente, nuovi studi sono arrivati a ipotizzare che i vortici
delle linee concentriche, o dermoglifi (letteralmenti gli ‘intagli’
nella pelle) presenti sui
polpastrelli delle mani siano in rapporto con le circonvoluzioni
cerebrali.

La mano infatti rappresenta uno degli strumenti principali del
sistema nervoso centrale umano, con il quale è in
collegamento intenso e costante. Un numero di innervazioni
infinitamente superiore a quello di altre parti del corpo collega
le mani, e specialmente la punta delle dita, al cervello. Pare
addirittura che questo non possa funzionare senza che la mano venga
coinvolta.

Non è forse proprio sul palmo delle mani che appare il
sudore quando ci coglie uno stato d’ansia o un’emozione
particolare?

Ogni forte emozione è comunque sempre accompagnata da
impercettibili movimenti delle mani. Un’attenta osservazione e
lettura della gestualità corporea, di queste
estremità del corpo in particolare, rivela tanto dello stato
interiore dell’individuo e del suo rapporto con il mondo esterno,
verso il quale le mani rappresentano la capacità di porsi in
relazione e in contatto.

La cosiddetta macchina della verità è un apparecchio
che funziona in base a questi principi: alle mani della persona
inquisita vengono applicati degli elettrodi che misurano la
resistenza elettrica della pelle. Alla domanda che provoca una
anomala reazione emotiva, quale che sia la risposta verbale, l’ago
dell’apparecchio indicherà un tracciato diverso da quello
registrato alle domande con reazione neutra.

Altro importante contributo scientifico alla comprensione del
complesso rapporto tra mano (e piede) e cervello è offerto
dagli studi sul biofeedbach, una terapia che consiste nel prendere
in considerazione un’attività viscerale, involontaria, come
ad esempio il battito cardiaco, e nel riprodurla visivamente o
auditivamente tramite un’apparecchiatura elettronica.

Gli elettrodi usati in questa pratica, generalmente finalizzata a
segnalare lo stato di rilassamento della persona, vengono applicati
al palmo di mani e piedi. Nelle estremità volari degli arti,
il palmo, l’afflusso sanguigno passa direttamente dalle arteriole
alle vene per mezzo di shunts conosciuti come ‘anastomosi
arterio-venose’, posti direttamente sotto il controllo del sistema
nervoso autonomo.

Poiché gli stress quotidiani attivano parzialmente questi
shunts, si è in grado di sfruttare il fenomeno per indicare
l’equilibrio fra stress e rilassamento.

Loredana
Filippi

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