La meditazione oggettiva

Sembra una contraddizione in termini parlare di “oggettivit

Ogni volta che un uomo si concentra per risolvere un problema
pratico, svolge una attività mentale concentrata su un
oggetto materiale – cioè una meditazione – rivolta verso la
materia: quindi fa una meditazione oggettiva.

Mentre la meditazione soggettiva è quella finalizzata alla
scoperta, alla percezione e alla padronanza del mondo soggettivo,
interno o interiore, la meditazione oggettiva è indirizzata
verso il mondo oggettivo. Il cosiddetto “mondo della
realtà”.

La meditazione oggettiva contempla intensamente la natura in
sé, con le sue leggi, conduce verso le scoperte
scientifiche, oppure si indirizza verso gli strumenti – oggettivi –
che possono servire nel mondo oggettivo (ma anche soggettivo). Si
indirizza soprattutto verso lo sviluppo delle tecnologie, come le
macchine utensili, ma anche verso nuovi processi logici, le
attrezzature mentali utili per la vita materiale e psicologica.

In pratica, l’attività concentrata di gruppi di esseri umani
– aiutati o no da strumenti – coordinata e integrata verso un fine,
è meditazione. Quando è indirizzata al mondo
oggettivo, è meditazione oggettiva.

In fondo, buona parte dell’attività umana nell’attuale
società occidentale – scientifica ed economica, industriale
e commerciale, legislativa o riguardante la comunicazione –
consiste nel lavoro di gruppi coordinati di menti umane, diretti
verso un obiettivo che riguarda o il controllo della materia e le
sue leggi, oppure gli strumenti per ottenerlo.

La meditazione oggettiva, ovviamente, interessa anche la singola
persona.
Le implicazioni e le utilità sono straordinarie, soprattutto
in rapporto alla direzione che essa può prendere, diretta
verso oggetti materiali, esterni alla mente stessa, oppure
mentali.

Flavio Alterisi

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