La mela, il frutto del paradiso

Tutti conoscono la mela, ma pochi sanno quali siano la sua origine e la sua storia: nata e cresciuta in terre lontane e affascinanti,

La Kirghizia si protende tra i pendii dello Tien Shan o Montagne
del Paradiso, che costituiscono il confine tra la Cina occidentale
e l’ex Unione Sovietica. In questa terra remota i pastori erano
soliti raccontare di vaste foreste di alberi da frutto selvatici
che si estendevano sulle colline ai piedi delle catene montuose
fino alle rive del Mar Nero. Proprio in queste foreste nacque il
nostro melo domestico, come del resto molti alti frutti tipici del
clima temperato.

Quando il genetista botanico russo Nicolai Vavilov e i suoi
colleghi esplorarono per la prima volta le foreste della Georgia e
dell’Armenia nel 1920, scoprirono meli, peri e cotogni selvatici
inghirlandati con tralci di vite… Cosicché in autunno,
quando la frutta matura, il viaggiatore che attraversa la foresta
transcaucasica potrebbe pensare di essere giunto nel Paradiso
Terrestre.

Nel 1960 lo scrittore di viaggi Vitkovich, dopo aver visitato la
Kirghizia, descriveva i suoi accampamenti ai bordi di boschetti di
meli, la caccia ai tacchini di montagna attraverso macchie di
noccioli e la fuga dei porcospini nell’intrico dei prugni. “In
poche parole – scrive – vivevo in un giardino meraviglioso dove
mele e pere ti osservano dagli alberi e ti supplicano di essere
mangiate, dove un vento magico ti inonda di noci, dove gli uccelli
sono raggianti di piume lucenti e gli animali non hanno paura e si
possono scorgere sui sentieri le impronte degli orsi”.

Ciò nonostante le origini botaniche esatte del melo
domestico, Malus X domestica, non sono certe, dato che
è il risultato di un complesso processo di crescite durato
millenni.

Si ritiene comunque che il principale antenato sia una specie
dell’Asia centrale, Malus sierversii, che cresce selvatico dallo
Tien Shan fino alle rive del Mar Caspio. Questa specie denota una
grande variabilità tanto che i botanici russi hanno scoperto
alberi selvatici dotati dell’intera gamma di forme, colori e sapori
che noi riscontriamo nella mela domestica, in modo particolare nel
Kazakhistan e specialmente intorno alla capitale Alma Ata, nome che
in modo del tutto appropriato significa ‘Padre delle Mele’.

Liberamente tratto da “The Book of Apples” di Joan Morgan and
Alison Richards.

a cura di Leopoldo Tommasi

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