Genova G8 e Argentina

manifestazioni anti-G8 di Genova anche le madres dei desaparecidos d’Argentina. la presidente delle madri, di quei giorni ricorda la violenza, ma non solo.

A Genova lei disse “i miei figli sono qui”. Cosa le è
rimasto di quei giorni?

“Il messaggio di quei giovani vale ancora: le ragazze e i ragazzi
di tutti i paesi erano e sono pronti a lottare, non per loro
stessi, ma per un mondo migliore. E questo faceva paura al potere,
era terrorizzato e lo ha espresso con tutta quella forza di uomini,
elicotteri, barche, blindati.

Voi Madres in piazza ci siete da 25 anni

“Si, era il ’77, il mio primo figlio era scomparso, quello
più piccolo viveva in clandestinità. Quasi ogni
giorno la polizia era l’ospite indesiderata della mia casa. Quel
giorno, il primo giorno di Plaza de Mayo, lo ricordo bene, avevo
molta paura, come tutte le altre. In piazza fui accolta da una
donna che raccoglieva le denunce di scomparsa. La sua figura mi
è rimasta impressa.

In piena dittatura militare, voi che fino ad allora non avevate
mai fatto politica, chiedevate verità e giustizia per i
vostri figli scomparsi.

La gente crede che il cambiamento sia possibile solo quando si
è giovani, e invece no, anche quando si è vecchi si
può cambiare. Noi abbiamo iniziato a cambiare quando avevamo
50 anni, bisogna trovare cuori e teste che siano disposti a
ricevere. Mio figlio mi diceva: “mamma bisogna dare il meglio che
abbiamo”.

Oggi a Genova si chiede di non dimenticare. Cos’è la
memoria per Hebe de Bonafini?

Per molti la memoria è il passato, quasi sempre è la
memoria della morte. Noi Madres, invece, parliamo di una memoria
fertile, che, come la vita, produca e riproduca negli altri voglia
e forza di lottare. La nostra memoria non ha bisogno di tombe, di
veglie funebri e monumenti. Per me la memoria è il meglio
che mi hanno lasciato le persone, mio padre che mi insegnò
ad usare le mani, i miei figli che m’insegnarono a lottare, a
chiedermi tante cose che non sapevo. Memoria sono le prime compagne
scomparse, quante cose mi hanno insegnato loro.

Voi quale memoria state seminando?

25 anni in Plaza de Mayo senza mancare un giovedì sono un
insegnamento per il mondo. I nostri figli ci hanno insegnato a
essere madri di rivoluzionari e siamo diventate noi stesse
rivoluzionarie. Potrebbero dire che siamo pazze, ed è
accaduto, las locas ci hanno chiamate. Invece, si può e si
deve chiedere giustizia per quello che è successo a noi e
per quello che accade oggi.
Marco Persico

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