La metodologia olistica – parte 2, restare.

Come fare per non farci travolgere dal flusso incontenibile dei pensieri? Restare anziché andare alla deriva nel mare del possibilità, un cammino lento

Restare, invece di…andare via
Come navigare l’oceano della coscienza senza finire alla
deriva?
Se vogliamo navigare dall’Europa alle coste degli Stati Uniti
dobbiamo seguire la direzione est-ovest. Le onde ed i venti
tenderanno a portarci in tutte le altre direzioni, ma solo se
terremo la barra al centro, senza seguire le forze che ci spingono
altrove, arriveremo a destinazione. Allo stesso modo, se noi
vorremo padroneggiare l’osservazione sia di un aspetto di noi
stessi, sia di una funzione, come il respiro o di un emozione come
la paura, di un organo o di un sintomo, dovremo sapere restare
lì con l’attenzione, senza andare via con il flusso dei
pensieri.
Restare vuol dire sviluppare qualità come ascolto,
accettazione, responsabilità.

Sentire come, invece di… capire perché
Dedichiamo ora qualche minuto del nostro tempo a un semplice
esperimento.
Proviamo a chiudere gli occhi e a seguire i nostri pensieri per
alcuni istanti… Ora osserviamo il nostro respiro.
Con certezza potremo constatare che si era bloccato.
Quando seguiamo il flusso dei pensieri, blocchiamo il flusso della
vita.
Ora riflettiamo su quanto tempo dedichiamo, nella nostra giornata,
ad ascoltare il nostro respiro e quanto a seguire i nostri
pensieri. Ecco individuato uno dei fattori principali di malattia
nella nostra società:
Dedichiamo molto più tempo a pensare i nostri pensieri che a
sentire lo scorrere della vita stessa. Così facendo
provochiamo in noi delle reiterate, incessanti, interruzioni
dell’energia vitale. Ma non ce ne rendiamo conto. Salvo poi
avvertire mal di testa. Allora per prima cosa cerchiamo di farlo
sparire. Se non ci riusciamo ci chiediamo perché.

Anziché osservare cosa stiamo facendo, anziché
sentire come stiamo costruendo il nostro mal di testa,
anziché ascoltare cosa ci sta chiedendo, cerchiamo di
capirne le cause. Cioè non osserviamo quello che sta
succedendo ora, quello che è lì da vedere, per
pensare a quello che era successo prima, che difficilmente potremo
riconoscere. Non facciamo ciò che potremmo fare adesso per
pensare a ciò che non avremmo dovuto fare prima.

Pierluigi
Lattuada

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