La natura dell’inverno, la stagione kapha

Basta conoscere questa stagione, per difenderci egregiamente dai suoi tranelli, ci dice la medicina indiana, che consiglia piccole ma preziose precauzioni

L’inverno è considerato dall’ayurveda la stagione kapha dell’anno, vale a dire il
periodo in cui prevale la combinazione dei due elementi terra e
acqua.
Le caratteristiche del Kapha sono: freddo, umido, pesante, denso,
lento e stabile.

Se durante l’inverno siamo particolarmente vulnerabili e soggetti a
raffreddori e catarro, forse abbiamo accentuato con la nostra dieta
e le nostre abitudini, le caratteristiche tipiche di kapha.
È buona regola, invece, riequilibrare il kapha con
qualità opposte, il che significa cibo caldo ed energetico,
ma non per questo grasso e pesante, come nel caso dei fritti. Gli
alimenti grassi e i piatti freddi accentueranno lo scompenso.

Al contrario di quanto siamo abituati a pensare, l’ayurveda
consiglia di rinunciare in questo periodo a gelati, salumi,
formaggi grassi e fermentati e dolci elaborati. Meglio, poi, se
mangiate con appetito in modo da sviluppare un grande “fuoco” al
momento della digestione.

Le bevande ghiacciate vanno assolutamente evitate, specie se
accompagnano il pasto: spengono il calore necessario a sviluppare
la digestione.

Se poi non riuscite ad evitare il raffreddore, potrete almeno
ridurne l’intensità e abbreviarne la durata con una speciale
tisana, a
base di zenzero, liquirizia, cannella, macinati e sciolti in una
tazza di acqua calda nella quantità di mezzo chucchiaino per
ingrediente.
In questo modo aiuterete il corpo a diminuire la congestione e ad
“addolcire” altri sintomi e malattie tipiche della stagione
invernale, specie se farete seguire da un bagno caldo e da un
immediato riposo a letto ben coperti.

Se vi capita di stare in mezzo a persone raffreddate o malaticcie,
meglio prevenire eventuali contagi con gargarismi di acqua tiepida
in cui avrete sciolto mezzo cucchiaino di sale e mezzo di curcuma.
Questa radice, simile allo zenzero, è un efficace
antibiotico, ma pur se innocuo, si deve fare attenzione a non
ingerire la soluzione.

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