La ragazza delle arance

Un libro evergreen. Nel circolo editoriale italiano da qualche anno, ma sempre attuale. Una storia d’amore per tutti.

Perché il passeggino rosso di Georg non è mai
stato buttato via nonostante il bimbo di anni prima sia ormai
adolescente? Perché Jan Olav non voleva che quel passeggino
fosse gettato insieme agli altri oggetti del passato?

Perché dopo anni proprio lì viene trovato qualcosa di
speciale, di molto speciale, che Jan voleva fosse conservato. Una
lettera. La lettera di Jan Olav al proprio figlio.
La lettera che il padre, morto da anni, aveva indirizzato al
figlio. La lettera che Jan Olav scriveva nei pomeriggi e nelle sere
trascorse con suo figlio, allora appena bambino. Una lettera
speciale che racconta della ragazza delle arance. Che racconta di
un amore unico, fatto di attese, di mistero, di presagi. Chi
è la misteriosa ragazza che Jan Olav incontra sull’autobus
che porta con sé 10kg di arance? Perché lo guarda in
quel modo? Perché lei conosce il suo nome?

E’ una lettera d’amore quella che Georg legge nelle pagine lasciate
dal padre. Una lettera che racconta il più completo dei
sentimenti, che contiene in sé sia il bene che il male.
L’amore. C’è dolcezza nelle parole di Jan, c’è
delicatezza. C’è poesia. Tenerezza. Ma c’è anche
dolore. Rabbia. Amarezza. Tormento.

Un libro evergreen. Nel circolo editoriale italiano da qualche
anno, ma sempre attuale. Una storia d’amore per tutti. Un libro
semplice, che arriva diretto al cuore e che lascia con importanti
interrogativi. Che prima o poi tutti ci poniamo.

Commovente, dolce. Appassionato. Lieve. Tutti vorremmo essere
amati allo stesso modo in cui Jan Olav amò il proprio
figlio e la ragazza delle arance.

 

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