La responsabilità di creare

“Responsabilit

Responsabilità può essere letta come una parola
pesante, che ci riporta a un senso del dovere costrittivo, o che
risveglia sentimenti di vergognosa ammissione – come da bambni,
quando la mamma rimproverava: “Chi è responsabile di questo
disastro?”.

Essere abituati fin da piccoli a coniugare responsabilità
con dovere, ci può portare, da adulti, a fuggire da
qualsiasi impegno o, al contrario, a divenatre rigidi ed
intransigenti.
Responsabilità, al contrario, è una parola capace di
trasformarci da vittime a creatori. Essa implica la
possibilità di agire direttamente sulla realtà.
Una maggiore consapevolezza mi permette una maggiore
integrità, la sensazione di poter agire e superare i miei
limiti, un senso accresciuto di potere creativo.

Ci sono volte in cui la creazione ha inizio dal caos.
Quei momenti bui, in cui sembra che niente scorra, in cui non
c’è chiarezza; o quando vecchi valori non ci corrispondono
più, ma ancora non riusciamo a definirne di nuovi. E’
soprattutto allora, quando la nostra anima attraversa la sua “notte
oscura”, che occorre dar sostegno a quella parte di noi che ha
fiducia nel proprio potenziale creativo.
E se è vero che la realizzazione individuale ha una grande
importanza in termini di autostima e valutazione di sè,
è però un fatto osservabile che il vero successo si
crea attraverso l’interdipendenza, ossia attraverso un’atttiva rete
di connessioni e di sostegno, passando così dall’Io al
Noi.

Il raggiungimento di obiettivi importanti si realizza nella
co-creazione, nella circolazione e fruizione comune delle idee.
Quando più coscienze sostengono un’unica visione, l’impatto
energetico e di trasformazione si diffonde come cerchi d’acqua.
Molecole di informazione attraversano l’aria, trasmesse da cuore a
cuore.

Dakshina
Orsi

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