La riapertura della caccia

Quest’anno la riapertura della caccia

Nino Martino, direttore generale della LIPU – BirdLife Italia,
lancia l’allarme: “Quest’anno vi è stato un netto
incremento, dal 65% al 70%, del numero di regioni Italiane che ha
aperto la caccia un paio di settimane prima della data ufficiale
del 16 settembre, colpendo le specie selvatiche in un momento molto
critico del proprio ciclo biologico.” Annota inoltre che tra gli
animali che vengono cacciati in questo periodo delicato, quasi la
metà appartiene a specie che sono in declino in tutta Europa
o anche al di fuori del nostro continente, come allodola, gallo
forcello, codone, canapiglia, coturnice, pernice sarda, frullino,
beccaccia, tortora, quaglia, e marzaiola.

WWF Lombardia denuncia invece che i giorni antecedenti l’apertura
della caccia, migliaia di fagiani e lepri di allevamento sono stati
buttati nelle campagne, i cosiddetti “pronta caccia”. Questo in
contrasto con le leggi vigenti che vietano la liberazione di
animali pochi giorni prima dell’apertura della caccia.
Inoltre il 12 settembre la Regione ha deciso di consentire,
attraverso una deroga della legge attuale sulla caccia, di uccidere
2 milioni e duecentomila piccoli uccelli quali, peppola,
fringuello, passero d’Italia e passera mattugia e storno, in
contrasto con la direttiva europea che vieta espressamente
l’uccisione di questi animaletti.
Come disastrosa viene denunciata anche la scelta delle specie che
sono state inserite come cacciabili nel calendario. Infatti la
beccaccia, il beccaccino, la marzaiola, la coturnice delle alpi, la
pernice bianca e la lepre alpina, che tutti fanno parte
dell’elenco, sono in continua diminuzione in Europa e in
Italia.
Il WWF Lombardia ha inoltre registrato che i cacciatori stanno
facendo pressione per poter sparare anche nei Parchi regionali,
quali il Parco Lombardo del Ticino, rivedendone i confini e
restringendo ulteriormente il territorio effettivamente
tutelato.

LAC Liguria riferisce che gli amministratori del Consiglio
Regionale hanno riapprovato la pluri-bocciata proposta di legge per
aprire la caccia in Liguria a specie di piccoli uccelli come
storni, passeri e fringuelli, dichiarati protetti dalla CEE e da
una legge statale sulla caccia.
Come se questo non bastasse 17 consiglieri di maggioranza avevano
proposto un testo di legge regionale tendente a riaprire la caccia
allo storno (protetto a livello nazionale dal 1997) e, cosa ancora
più grave, ad attribuire alla Giunta regionale il potere di
includere tra le specie cacciabili ulteriori specie di piccoli
uccelli protetti (come ad esempio passeri o fringuelli). E’ da
tener conto che la competenza sugli elenchi delle specie animali da
tutelare o rendere cacciabili è esclusivamente dello
Stato.

 

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