La ricerca possibile senza animali

E’stata lanciata la campagna “Ricerca senza animali” che si propone di informare sulle attività delle associazioni che finanziano la ricerca medica e in particolare sulla destinazione delle donazioni che esse ricevono.

Oggigiorno, la maggior parte delle associazioni per la ricerca
medica sostengono esperimenti in cui si usano animali. Ma questi
studi conducono, spesso, ad un vicolo cieco e ostacolano
addirittura il progresso della medicina. Questo perché si
tratta di un procedimento che induce artificialmente una patologia
su animali sani, per poi tentare di estrapolare i risultati
ottenuti agli esseri umani. Ma le reazioni fisiologiche variano
enormemente tra le diverse specie e le patologie indotte
differiscono notevolmente da quelle che si sviluppano
spontaneamente. Questi, in breve, i motivi principali per cui l’uso
degli animali, in più da laboratorio, è
necessariamente votato all’insuccesso.

E’stata lanciata la campagna “Ricerca senza animali” che si propone
di informare sulle attività delle associazioni che
finanziano la ricerca medica e in particolare sulla destinazione
delle donazioni che esse ricevono. Tale conoscenza è per
tutti un diritto ed una necessità. Solo scegliendo con
consapevolezza è possibile aiutare davvero i malati e al
contempo salvare la vita di tanti animali. Molte persone, infatti,
non sanno che la loro donazione per la ricerca contribuisce al
finanziamento di esperimenti su animali che non sono utili per i
malati.

Un altro obiettivo della campagna è quello di sponsorizzare
una ricerca medica di base realmente efficace per gli esseri umani.
Esiste, infatti, la convinzione che la ricerca su animali sia
spesso fuorviante e dannosa, e trasformi l’essere umano nell’unica
vera ed inconsapevole cavia di ogni nuova terapia.
I promotori della campagna sono convinti che chiunque preferirebbe
sostenere le associazioni che portano un reale beneficio ai malati,
come quelle la cui ricerca scientifica si basa sullo studio
dell’organismo umano e quelle che promuovono la prevenzione o
offrono assistenza ai malati.

Stefano Cagno
Dirigente Medico Ospedaliero, disciplina Psichiatria

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