La risposta è ancora la pace

Deepak Chopra, propone una strategia alternativa per sconfiggere la cultura della guerra: ‘Non c’è una via della pace, la pace è la via’.

Constatando il fallimento di molte iniziative di pace, Deepak
Chopra – medico indiano ayurveda noto in tutto il mondo – propone
una strategia alternativa per sconfiggere la cultura della guerra,
la stessa che proponeva il Mahatma Gandhi:
‘Non c’è una via della pace, la pace è la via’.

“Come ogni vizio, la guerra ha scavato un solco nelle nostre
menti … Ricerchiamo la guerra come il fumatore accanito ricerca
una sigaretta, continuamente lamentandoci che dobbiamo smettere…
La guerra è diventata un’abitudine, un vizio. Per
sconfiggerla, occorre prendere il vizio della pace”.

Gli episodi di
guerra
, violenza e terrorismo che contraddistinguono
il nostro tempo suscitano paura e angoscia nell’animo della nostra
società contemporanea. In tutto il mondo le persone
desiderano ardentemente trovare la pace ed essere in grado di dare
conforto ai sofferenti e agli oppressi.
Tuttavia, sarebbe ingenuo e superficiale scegliere una semplice via
di uscita definendo tali episodi un esempio di pura
malvagità e depravazione. In realtà noi tutti siamo
coinvolti nella violenza che ha luogo nel mondo. Ognuno è
coinvolto
nell’intricata rete dell’ingiustizia
sociale, disparità economiche, disastro ecologico, guerra e
terrorismo. A meno che non accettiamo questa constatazione,
continueremo con la follia della logica di “occhio per occhio,
dente per dente”.

Mahatma Gandhi dichiarò che se avessimo continuato su
questa strada il mondo intero sarebbe diventato cieco. Riusciremo
mai a guardare oltre la nostra cecità e a creare una
comunità
globale di umanità
interconnessa? Promuovere la
pace oggi significa promuovere una massa critica di coscienza dove
la violenza non rappresenti mai un’opzione possibile.

Gli attacchi terroristici, le guerre, le piccole e grandi violenze
che toccano ogni parte del mondo dovrebbero far scaturire in noi la
voglia di vivere per la pace sopra ogni cosa. E’ comprensibile
rispondere alla violenza con profonda rabbia; è
incomprensibile rispondere ad esso con rabbia che si perpetua per
sempre.
Spesso le violenze dilagano a causa della mancanza di cultura, di
un nazionalismo nocivo, dell’ignoranza e delle profonde
disparità economiche tra le classi sociali. Ci sono delle
cause a monte e di conseguenza deve esistere la speranza che queste
cause possano essere cambiate, ma usando come mezzo la
giustizia
e non la guerra.

La natura condanna un profondo squilibrio. La specie umana
è diventata il predatore più pericoloso del nostro
pianeta.
Quale deve essere pertanto il prossimo passo da compiere? Unirsi in
armoniosa
interazione con la Natura
– e con la propria complessa
natura interiore – per creare un mondo di pace, armonia,
serenità e amore. Rafforziamo la nostra intenzione di creare
una massa critica di coscienza di
pace
. Ogni lacrima può essere la privazione del
nutrimento per il nuovo mondo che vuole rinascere e che si sta
facendo conoscere a poco a poco, ogni giorno.

Ognuno di noi
può aiutare
a creare questa massa critica
moltiplicando le proprie pratiche di pace, oltre che incarnando
una coscienza di pace:

Essere Pace
Pensare Pace
Sentire Pace
Parlare di Pace
Agire in Pace
Creare Pace
Condividere la Pace
Festeggiare la Pace

Si tratta – pertanto – di sradicare l’idea stessa della guerra,
nonostante essa sia “istinto ancestrale, valvola di sfogo di
bisogni di vendetta e possibilità di accedere alla sicurezza
e al potere”. “Tutto questo fa parte dell’uomo – dice Deepak – ma
è compensato da una forza di peso uguale con direzione
contraria: quella dell’amore”.

Maria Giulia
Luciani e Mody Acampora

 

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