La scalata per ripulire l’Everest

Zaino in spalla, parte Eco Everest Expedition, un’arrampicata per eliminare le tonnellate di spazzatura abbandonate sulla vetta più alta del mondo.

Giunta alla sua quarta edizione, è iniziata anche
quest’anno la Eco Everest Expedition. Dal 1953,
anno in cui la vetta himalayana è stata scalata per la prima
volta, sono state tantissime le persone che si sono avventurate
nell’impresa. Persone coraggiose, sportive, forti. Tra queste,
purtroppo anche molti incivili, che non si sono preoccupati
dell’ambiente e della bellezza della montagna. Lungo il percorso e
una volta giunti a destinazione hanno infatti lasciato corde,
bottiglie, bombole di ossigeno vuote e altri rifiuti.

 

Per sensibilizzare l’opinione pubblica l’associazione
Asian Trekking organizza da alcuni anni squadre di
alpinisti per recuperare i rifiuti: si prevede
quest’anno di raccoglierne 4.000 chili dalla parte inferiore della
montagna e 1.000 dalla cima. E’ previsto anche un incentivo
economico per gli scalatori, infatto verrà dato loro 1
dollaro e 40 per ogni kg di rifiuti recuperati e portati al campo
base.

 

Le squadre di alpinisti che fanno parte di questa eco
arrampicata hanno a cuore l’ambiente, la sua tutela e la sua
salvaguardia. Lo dimostreranno anche attraverso le modalità
di conduzione della scalata. Come ha spiegato lo sherpa Apa, guida
dell’iniziativa che ha scalato l’Everest venti
volte: “Non utilizzeremo combustibili fossili, ma impiegheremo
cucine paraboliche solari e berremo acqua sterilizzata invece che
purificata tramite ebollizione”.

 

Un’interessante iniziativa, che concilia l’amore per la
montagna con l’amore per l’ambiente. Un esempio virtuoso di
rapporto con la natura, che continuerà fino al monsone
estivo.

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